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Compagnie obbligate ad assicurare chi fa richiesta lo dice la Corte europea

29 aprile 2009

29 aprile 2009

La Corte di Giustizia europea ha confermato il cosiddetto "obbligo a contrarre", quello che impone alle compagnie italiane, sulla base della legislazione vigente nel nostro Paese, l'obbligo di assicurare (Rc auto) chiunque ne faccia richiesta. Bene così.

Erano state alcune compagnie straniere, che operano anche nel nostro Paese, a presentare reclamo all'Unione europea chiedendo di abolire l'obbligo a contrarre. Nell'ottobre 2006 l'Italia era stata quindi deferita davanti alla Corte di Giustizia europea proprio per questo motivo. La sentenza respinge questi ricorsi: l'obbligo a contrarre rimane valido nel nostro Paese. La motivazione si basa sul fatto che la normativa italiana ha sì imposto a tutte le assicurazioni l'obbligatorietà di assicurare tutti i proprietari di veicoli residenti in Italia, ma non ha vietato in alcun modo di applicare "tariffe differenziate in funzione di statistiche storiche del costo medio del rischio nell'ambito di categorie di assicurati definite in maniera sufficientemente ampia".

Si parla anche di tariffe
Nel mirino c'era anche il sistema di calcolo delle tariffe imposto alle compagnie e i poteri di controllo dell'Isvap (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) sulle imprese europee operanti in Italia, che dovrebbero (a detta dei ricorrenti) essere soggette solo al controllo nel loro stato d'origine.

Anche questa parte del ricorso è stata respinta: l'Alta Corte ha ravvisato che la legge 990/69 e il Codice delle Assicurazioni Private obbligano le imprese a calcolare i premi puri e i ricarichi ma non hanno istituito un sistema di autorizzazione preventiva o di comunicazione sistematica delle tariffe, cosa che sembrerebbe contraria alla direttiva europea 92/49. Inoltre le leggi italiane non hanno imposto alle imprese di orientare le loro tariffe in base alla media di mercato.

Per quanto riguarda l'Isvap, i suoi poteri di controllo sono stati dichiarati compatibili con la normativa europea.

Provvedimenti favorevoli ai consumatori
Fortunatamente questa volta l'Europa, contrariamente a quanto accaduto già in passato - con la procedura d'infrazione contro il blocco delle tariffe del 2000 - ha portato avanti in materia di Rc auto una politica indirizzata a tutelare i consumatori tenendo in considerazione alcuna delle peculiarità del singolo paese. La situazione in Italia non è infatti in alcun modo paragonabile a quella presente in altri paesi. L'obbligo a contrarre garantisce che tutti gli automobilisti, anche quelli più a rischio, trovino una compagnia disposta ad assicurarli, anche se a caro prezzo. Con l'abolizione dell'obbligo, il rischio era che migliaia di automobilisti trovassero sempre meno compagnie disposte a coprirli, se non a condizione di aumentare ancora di più le tariffe. L'abolizione dell'obbligo a contrarre avrebbe avuto un effetto devastante: avrebbe diminuito l'offerta per le fasce a rischio con un'ulteriore crescita dell'abusivismo: auto che circolano senza assicurazione, documenti falsi e compagnie fantasma.


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