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Rc auto, parità fra uomini e donne. E le compagnie che fanno?

19 giugno 2013

19 giugno 2013

La Corte di Giustizia dell’Unione europea dice basta alla discriminazione tra i sessi da parte delle assicurazioni (sentenza del 21 dicembre 2012). La parità uomo donna deve essere garantita sia per i premi sia per le prestazioni. Ma occhio ai rincari per alcune guidatrici.

La sentenza nasce dal ricorso di Test Achats, associazione di consumatori belga, che da più di 15 anni si adopera per impedire che le compagnie di assicurazione possano legare l’entità dei premi a fattori che il consumatore non può controllare come l’età, il sesso, lo stato di salute. In seguito a una sentenza della Corte di giustizia europea, le compagnie avevano tempo fino al 21 dicembre 2012 per adeguarsi. Siamo andati a vedere cosa hanno fatto e come sono cambiati i premi. Risultato: sono aumentate le tariffe alle donne (soprattutto per alcune tipologie di utenti), in compenso sono diminuite quelle per gli uomini.

Penalizzate le giovani guidatrici
Per capire gli effetti della nuova tariffazione indifferenziata abbiamo preso in considerazione alcuni profili tipo su cui si vedono gli effetti. Abbiamo monitorato l’andamento dei premi medi nel periodo dicembre 2011-dicembre 2012. Risultano penalizzate le giovani guidatrici: il profilo considerato è quello di  un/a diciottenne studente/ssa, che intende stipulare una nuova polizza su un veicolo usato appena acquistato (voltura al Pra di un’auto immatricolata da un anno) senza usufruire delle agevolazioni previste dalla Legge Bersani (e quindi partendo dalla classe di merito CU 14). Il diciottenne maschio ha  potuto approfittare nel corso del 2012 di considerevoli diminuzioni nel premio medio ( - 8% a Milano, - 7% a Roma, -9% a Palermo e addirittura -13% a Napoli), una diciottenne con il medesimo profilo assicurativo si è vista aumentare i propri costi per l’Rc auto in maniera considerevole (+17% a Milano, +13% a Roma, +9% a Palermo), o comunque non ha potuto godere degli stessi benefici tariffari (-0,99% a Napoli). Questo risultato è ancora più stridente se si considera che il 2012 è stato il primo anno in cui si è registrato un trend di riduzione dei premi medi sul mercato, dopo annate di forti rincari.
Questa forte discrepanza può essere spiegata dal fatto che, sulla base di evidenze statistiche legate all’incidenza dei sinistri, in passato al parametro di genere femminile sono sempre stati associati livelli di rischio inferiori, corrispondenti quindi a premi più bassi (a parità di altre condizioni). Ora che la differenza di genere viene a mancare nel calcolo del premio, si assiste ad un livellamento verso l’alto delle tariffe a discapito del gentil sesso.

Più maturi e virtuosi
Questo “effetto collaterale” della parità uomo-donna davanti all’assicurazione Rc auto sembra essere invece meno evidente per altri profili, quelli più maturi e “virtuosi”, come ad esempio il 40enne in classe CU 01. In questa situazione la differenza nell’andamento tariffario è minima: la donna risulta svantaggiata, ma la differenza è lieve. Le tariffe scendono ad esempio dell’8,53% a Milano per un guidatore uomo, contro il 7,81% di una guidatrice donna; la stessa differenza in termini percentuali si nota nelle altre città campione, a eccezione di Napoli, dove la diminuzione delle tariffe per le donne supera quella degli uomini (-3,34% contro un -1,73%).

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