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Campagna vaccinale: più trasparenza ed equità

5 richieste al Governo per chiedere maggiore chiarezza e trasparenza sul piano vaccinale, dire no a favoritismi nelle liste, informazioni corrette su AstraZeneca e la garanzia che il passaporto vaccinale non sia discriminatorio per i cittadini.

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Trasparenza e corretta informazione sono indispensabili per il successo del piano vaccini. Dalla nostra ultima indagine, emerge un calo evidente della fiducia degli italiani nei vaccini. Rispetto all'indagine svolta a gennaio scorso diminuisce del 7% il dato delle persone favorevoli al vaccino (rimangono comunque favorevoli 3 su 4): frutto soprattutto del caos informativo attorno al vaccino di AstraZeneca, alimentato ancor di più dalle recenti raccomandazioni europee e ministeriali.

Un esempio di come, senza un'informazione corretta, procedure e tempi certi e la più totale trasparenza nel rispetto del piano vaccinale, si rischi di creare problemi, inefficienze e rallentamenti al processo di vaccinazione degli italiani.

Un processo indispensabile per tornare il prima possibili alla normalità. Una normalità che passa certamente anche dal cosiddetto passaporto vaccinale (Green Crertificate). Sempre secondo la nostra indagine, il 58% degli intervistati lo vede con favore e addirittura il 46% lo vorrebbe estendere anche a ristoranti, cinema e palestre. Tuttavia per il 45% il passaporto vaccinale potrebbe creare un’ingiusta discriminazione tra chi è vaccinato e chi no: col rischio di costringere chi non lo è a pagare i tamponi di tasca propria. Un rischio che chiediamo al Governo di evitare sin da subito.

Cinque richieste al Governo

Di fronte alle difficoltà degli italiani con il piano vaccinale, alle informazioni non sempre puntuali e corrette e alla scarsa trasprenza nelle procedure, non vogliamo che il Governo rimanga solo uno spettatore. Chiediamo che si attivi da subito per dare risposte ai cittadini che chiedono di tornare al più presto alla normalità senza il rischio di diventare cittadini di serie B.

Per questo vogliamo rivolgere al presidente del Consiglio Mario Draghi, al Ministro della salute Roberto Speranza e al Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio, cinque richieste. 

  1. Maggiore impegno per garantire che le case farmaceutiche mantengano gli accordi di fornitura dei vaccini nei tempi stabiliti.
  2. Indicazioni più precise alle regioni sulle modalità e i tempi di vaccinazione (per evitare di creare, come accade, cittadini di serie A e altri di serie B).
  3. Chiarezza sul perché, in molte regioni, alcune categorie professionali senza i requisiti richiesti dal piano vaccinale siano state vaccinate prima degli ultra 80enni.
  4. Informazioni chiare e un'opportuna assistenza ai cittadini che hanno prenotato o ricevuto la prima dose AstraZeneca.
  5. La garanzia che il passaporto vaccinale non crei discriminazioni tra vaccinati e no, che il suo rilascio abbia procedure rapide e snelle e si prevedano tamponi gratuti per chi non è ancora vaccinato per dare a tutti la possibilità di ottenere il pass. 

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