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Detrazione fiscale e risparmio energetico

01 novembre 2010

01 novembre 2010

Giampaolo Valentini - Enea

Consumatori in cifre è una rubrica che propone un'analisi dei dati relativi a diversi mercati complessi, fornendone un'interpretazione utile a informare correttamente i consumatori.

Le detrazioni fiscali del 55%, in vigore dal gennaio 2007, costituiscono il più generoso sistema di incentivi, mai messo in campo dal Governo, per promuovere l'efficienza energetica e lo sviluppo economico sostenibile nel sistema immobiliare italiano. I risultati, sino a questo momento, sono lusinghieri: circa 650.000 cittadini ne hanno approfittato fino a questo momento e la tendenza per il 2010 è in linea con le annualità precedenti. A questo proposito, va dato atto dei risultati raggiunti anche al Gruppo di Lavoro "Efficienza Energetica" dell'Enea che, pur operando con pochi tecnici, ha svolto un instancabile lavoro di informazione e consulenza a favore del pubblico e dei professionisti incaricati .

Tra i lavori effettuati, emerge la netta prevalenza della sostituzione degli infissi (circa la metà di tutti i lavori), la sostituzione del vecchio impianto termico (27%) e l'installazione di pannelli solari termici (14% di tutti gli interventi realizzati) . Ma i migliori risultati - in termini di performance - si sono avuti con la coibentazione di solai, tetti e pavimenti (20,56 MWh risparmiati in media per singolo intervento all'anno, ossia circa 1.645€, considerando un costo del kWht prodotto da caldaia tradizionale a gas pari a 0,08€). Seguono la sostituzione dell'impianto termico, la coibentazione di pareti, l'installazione di pannelli solari e la sostituzione di infissi (2,56 MWh di risparmio in media per quest'ultimo intervento che equivale a 164 €/anno nell'ipotesi predetta), evidenziando un rapporto da 1 a 10 tra gli interventi incentivati più efficaci e quelli meno efficaci ai fini dell'efficienza energetica. E' chiaro, comunque, che i costi per realizzare ciascuno di questi lavori sono molto diversi fra loro e sono, in genere, direttamente proporzionali al risparmio energetico ottenuto.

E dal punto di vista meramente economico si può dire che il sistema delle detrazioni è stato un successo?

La risposta è demandata a due rapporti che l'Enea ha appena finito di completare, uno in collaborazione con un Istituto di ricerca di primaria importanza, il Cresme, sugli effetti macroeconomici indotti dalle detrazioni; l'altro, prodotto in casa dall'Agenzia, sull'impatto del 55% sul mercato degli impianti e dei servizi incentivati. I due rapporti stanno per essere consegnati al Ministero dello Sviluppo Economico e al ministero dell'Economia e Finanze che, sulla base di quanto emerso, dovranno decidere se c'è ancora spazio e se sia ancora opportuno prorogare le detrazioni. Senza entrare nel merito delle argomentazioni e delle cifre che verranno presumibilmente presto rese note, a parere di chi scrive la risposta dovrebbe essere scontata e favorevole alla proroga, eventualmente nei modi e nei tempi che saranno successivamente individuati.

Quello che qui si può dire è che, a fronte di un mancato introito per le casse dello Stato certamente notevole, si sono ottenuti vantaggi sicuramente non meno significativi. In generale, dal 2007 si è assistito in Italia a un reale boom del mercato dell'efficienza energetica, sia dal punto di vista produttivo per le aziende, sia dal punto di vista occupazionale per i lavoratori coinvolti, il che ha liberato una quota aggiuntiva di entrate per l'erario, cioè l'IVA, l'IRPEF, l'IRES versata da tutti coloro che sono stati impiegati negli interventi di riqualificazione e da cui hanno tratto reddito. A questo si aggiunge l'incremento di valore del patrimonio immobiliare riqualificato e il risparmio sulla bolletta energetica dei consumatori dovuto al minor consumo di energia per tutto il tempo di vita utile dell'impianto realizzato. Già questi vantaggi superano in valore il mancato introito dovuto alle detrazioni. Ma poi c'è da considerare anche la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, il sostegno all'occupazione e alla produzione nazionale di impianti e tecnologie sostenibili, l'emersione del lavoro nero e il conseguente recupero di imposte altrimenti non riscosse, l'incentivo all'innovazione tecnologica, la spinta allo sviluppo di un'economia verde, ecc.

Gli incentivi termineranno il 31 dicembre 2010, ma si confida che, tenendo conto del grosso successo riscosso dalle detrazioni fiscali nei quattro anni di vigenza e dei risultati ottenuti, il Governo voglia mantenere e implementare il sistema delle detrazioni fiscali anche oltre il 2010, sia per dare certezze a medio-lungo termine agli utenti finali e al sistema imprenditoriale italiano, sia per concorrere a raggiungere i target in materia energetico-ambientale previsti dagli accordi sottoscritti dall'Italia in ambito internazionale, sia infine per percorrere quello sviluppo sostenibile di cui molto si parla ma che forse non altrettanto molto si persegue.


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