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Lampade a basso consumo 30 centimetri bastano

07 aprile 2010

07 aprile 2010

L’Ufficio federale della sanità pubblica svizzera suggerisce di non stare a meno di 30 centimetri dalle lampade a basso consumo. Consiglio condivisibile e compatibile con le normali modalità d’uso. Il rischio è legato a possibili danni per la salute dovuti ai campi elettromagnetici.

L’Ufficio federale della sanità pubblica svizzera suggerisce di non stare a meno di 30 centimetri dalle lampade a basso consumo. Un consiglio condivisibile, peraltro del tutto compatibile con le normali modalità d’uso. Il rischio è legato a possibili danni per la salute dovuti ai campi elettromagnetici.

Dal 2012 via le vecchie lampadine
Dal primo settembre scorso in tuttala Ue è stata vietata la vendita di
lampadine tradizionali da 100 watt. Ed è solo il primo passo. Entro il 2012 tutte la lampadine a incandescenza spariranno. Qualcuno si è posto il problema che le lampade a fluorescenza possano provocare o aggravare problemi di salute, in particolare per gli occhi.

Uno studio ha misurato i campi elettromagnetici
Uno studio svizzero ha misurato a quale distanza da una lampada a basso consumo i campi elettromagnetici generati scendono al di sotto della soglia minima di intensità raccomandata per evitare rischi per la salute. La distanza è risultata essere 30 centimetri: se si sta più vicini alla lampada, l’intensità aumenta, fino a superare in alcuni casi i livelli consigliati. Per questo le autorità svizzere, a titolo prudenziale, raccomandano di mantenersi a una certa distanza, soprattutto se le lampade stanno accese a lungo, come quelle da scrivania.

La Ue le ha promosse
Il Comitato scientifico sui nuovi rischi della Commissione europea aveva già analizzato tutti i possibili problemi per la salute legati alle lampadine fluorescenti, concludendo che non comportano problemi particolari.
Era stato segnalato un possibile rischio di emicrania provocata dal tremolio della luce: lo studio lo esclude, se la lampadina funziona normalmente. L’unico possibile rischio individuato è dovuto alla componente ultravioletta (Uv) e azzurra della luce emessa, che potrebbe essere dannosa solo per un numero estremamente limitato di persone con problemi di sensibilità anomala alla luce.
Il consiglio era di evitare di stare a meno di 20 cm di distanza da una lampadina fluorescente per lunghi periodi, per evitare l’assorbimento eccessivo di raggi Uv.
Ora, con le nuove osservazioni, la distanza consigliabile si allunga di dieci centimetri.


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