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ll mercato elettrico dopo la liberalizzazione per i clienti domestici

08 luglio 2010

08 luglio 2010

Paolo Cazzaniga - Altroconsumo

Consumatori in cifre è una rubrica che propone un'analisi dei dati relativi a diversi mercati complessi, fornendone un'interpretazione utile a informare correttamente i consumatori.

Dal 1° luglio 2007 la liberalizzazione del mercato elettrico è completata: anche i clienti domestici e le piccole imprese sono liberi di scegliere il proprio fornitore di energia entrando nel mercato libero e aderendo a un contratto di fornitura in cui il prezzo dell'energia è definito dal Fornitore e non più dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas, ovvero l'organismo deputato alla vigilanza sui mercati energetici. Per gli utenti che non esercitano la facoltà di scegliere, si è costituito il cosiddetto servizio di maggior tutela, ovvero la fornitura di energia effettuata alle condizioni economiche stabilite dall'Autorità.

Sebbene i dati indichino che il passaggio dal servizio di maggior tutela al mercato libero (switching) da parte dei clienti domestici stia originando dei flussi in linea con le migliori esperienze di altri Paesi europei (+ 23,3% tra dicembre 2008 e marzo 2009), in tre anni il numero dei clienti che ha effettuato il passaggio è pari a circa il 10% del totale. Per il momento, quindi, il servizio di maggior tutela resta il mercato di riferimento per gli aventi diritto alla tariffa regolata e sembra che i consumatori preferiscano attendere ancora prima di avventurarsi nel mercato libero.

Come ha reagito il mercato all'indomani della liberalizzazione? Le offerte allora lanciate, decisamente poco convenienti sotto l'aspetto economico, sono raggruppabili in due categorie: la prima comprendeva le proposte commerciali che prevedevano uno sconto sulla tariffa di maggior tutela; la caratteristica fondamentale di queste tariffe era il risparmio certo rispetto alla tariffa regolata dell'Autorità. Alla seconda categoria appartenevano le offerte a prezzo bloccato, la cui caratteristica fondamentale era il blocco per un periodo determinato della componente energia, ovvero la voce della tariffa a copertura dei costi di approvvigionamento di energia elettrica. Malgrado la denominazione, con questo tipo di offerte non si blocca l'importo complessivo della bolletta, ma solo la componente energia. Gli ulteriori corrispettivi che determinano il totale della bolletta (trasporto, misura e copertura degli oneri per il funzionamento del sistema) continuano a essere stabiliti dall'Autorità per l'energia.

Con il passare del tempo le proposte sul mercato libero sono divenute sempre più interessanti. L'aumentare della concorrenza, il calo repentino delle quotazioni petrolifere e l'imminente rimodulazione della struttura tariffaria dei clienti in maggior tutela fecero dell'ultimo trimestre del 2008 un decisivo punto di svolta sotto il profilo della convenienza economica del mercato libero: si rese più agevole il lancio di offerte competitive e per le famiglie i risparmi ottenibili divennero più consistenti. Tra le novità che hanno contribuito ad aumentare la convenienza un esempio è il lancio delle offerte attivate e gestite completamente via Internet: l'attivazione è possibile solo sul sito dell'Operatore e la ricezione delle bollette avviene tramite posta elettronica. I minori costi amministrativi si riflettono su una componente energia più contenuta.

Malgrado gli aspetti positivi sottolineati, legati alla maggior convenienza delle offerte, è necessario segnalare alcune criticità presenti nel rapporto tra clienti domestici e mercato dell'energia elettrica. I dati per l'anno 2008 indicano, infatti, che sul mercato libero il prezzo medio praticato ai domestici è superiore di oltre il 20% rispetto a quanto pagato dai clienti non domestici. Un differenziale di tale entità appare ingiustificato. È, infatti, difficile immaginare che le differenze nei volumi di energia fatturati, nella struttura tariffaria applicata e nei costi sostenuti si traducano in una differenza di prezzo di tali proporzioni.

Un'ulteriore criticità da non sottovalutare riguarda il grado di soddisfazione rispetto al servizio offerto. Da alcuni anni l'Istat propone per conto dell'Autorità per l'energia, all'interno dell'indagine sulle famiglie intitolata "Aspetti della vita quotidiana", alcuni quesiti volti a rilevare la soddisfazione e l'efficacia dei servizi nei settori dell'energia elettrica e del gas.

Nel 2008 si è assistito a una flessione del livello di soddisfazione dei clienti domestici rispetto agli anni precedenti. Così si esprime l'Autorità, rispetto a tale problematica: "Tra i fattori che influenzano maggiormente la soddisfazione complessiva, la continuità del servizio (mancanza di interruzioni nell'erogazione di energia) è il fattore con rilevanza maggiore. Anche in relazione agli aspetti commerciali del servizio, che sono però percepiti come meno importanti rispetto alla continuità dai clienti, dal 2008 si registra una lieve flessione del grado di soddisfazione complessiva, che risulta maggiormente penalizzata dai giudizi negativi su aspetti quali la comprensibilità delle bollette e le informazioni sul servizio" .

L'analisi dei dati dimostra che la comprensibilità delle bollette e le informazioni sul servizio sono i parametri che registrano il grado di soddisfazione più basso tra quelli considerati dall'indagine. Per quanto forse meno importanti di altri, essi sono la causa predominante della preoccupante flessione della valutazione generale. Tale indicatore è certamente segnale della difficoltà delle famiglie a comprendere il funzionamento di un mercato oggettivamente complesso. È difficile capire quanto si paga e come sono calcolati i corrispettivi. Quindi, pur essendoci proposte commerciali che permettono di risparmiare, la fiducia dei clienti domestici è scarsa.

È necessario, quindi, implementare tutte le attività che i diversi attori del sistema possono svolgere a favore di una semplificazione e trasparenza sempre maggiori, al fine di rendere i consumatori più informati e consapevoli, per realizzare un mercato efficiente e in grado di offrire risparmi sempre più consistenti.


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