Come testiamo

Trapani a filo: come testiamo


I trapani sono testati con prove pratiche che mettono a dura prova la loro resistenza.

  • Per il giudizio sulla foratura si calcola il tempo impiegato per forare diversi materiali, ripetendo il test più e più volte. Si usano spesse assi di legno, blocchi di calcestruzzo e lastre di metallo. Per i test che valutano la capacità come avvitatore, si impiegano viti autofilettanti di misura diversa spinte a forze dentro spesse assi di legno. Il test per verificare le capacità di forare con la percussione si rivela particolarmente difficoltoso da superare con giudizi lusinghieri per quei pochi trapani a batteria che possono usare la percussione. Questo è uno dei campi in cui i trapani a filo staccano nettamente quelli a batteria.
  • Il test di resistenza è forse quello più impressionante e simula un uso continuativo del trapano, sotto sforzo, per 33 ore di fila. Molti sono i trapani, sia a filo e batteria, che non passano indenne questo test: le rotture più frequenti interessano l’albero motore e gli ingranaggi della scatola di riduzione. Molti trapani concludono il test ma hanno le spazzole ed i carboncini del motore così usurati che andrebbero immediatamente sostituiti. Capita, infine, talvolta, che le vibrazioni provochino la rottura del motore elettrico perché uno degli l’avvolgimenti si interrompe o alcuni contatti saltano.
  • Infine, particolare attenzione è rivolta alla sicurezza. Si verifica che il trapano non sottoponga il polso ed il braccio dell’utilizzatore ad una coppia torcente eccessiva in caso di “impuntamento” o in fase di avvio. Si verifica l’isolamento  dell’involucro nello sfortunato caso in cui un utilizzatore, forando un muro, vada a danneggiare una canalina della rete elettrica di casa. Infine, si testa l’infiammabilità dei materiali plastici impiegati per batterie e alimentatori nei trapani a batteria.