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Edilizia convenzionata

01 maggio 2011

01 maggio 2011

L’edilizia convenzionata è una forma particolare di edilizia pubblica: in questi casi un costruttore (impresa edile, cooperativa edilizia o privati) costruisce un edificio su aree espropriate e con l’aiuto di contributi pubblici. In cambio dell’aiuto fornito dallo Stato, il costruttore si impegna a vendere la proprietà dell’immobile a famiglie individuate sulla base di appositi parametri (generalmente di reddito, per favorire i nuclei familiari più bisognosi).

Le regole dell’edilizia in convenzione
L’operazione avviene sulla base di una convenzione stipulata con il Comune (da cui, appunto, il nome di edilizia convenzionata). Generalmente le norme dell’edilizia convenzionata impongono che coloro a cui viene venduto l’immobile non lo possano rivendere prima di un determinato periodo di tempo (per esempio, qualche anno) e che il prezzo di vendita sia stabilito a particolari condizioni, in modo che risulti inferiore a quello di mercato.

Casa in convenzione: chiedi in Comune
Le regole dell’edilizia convenzionata finiscono per coinvolgere anche il nuovo acquirente, per quanto totalmente estraneo all’accordo. Il motivo è presto detto: l’ente pubblico trascrive la convenzione nei registri della Conservatoria immobiliare. E secondo il Codice civile questo comporta la validità degli obblighi assunti dal costruttore anche per i terzi. Per capire se la casa dei propri sogni rientra in questa categoria, prima di compiere qualsiasi passo per l’acquisto, conviene chiedere lumi all’ufficio tecnico del Comune e cercare attentamente eventuali richiami normativi nel rogito che facciano riferimento a un’eventuale convenzione.


 


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