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Pannelli solari

23 aprile 2009

23 aprile 2009

Chi ha installato pannelli solari nella propria abitazione è molto soddisfatto dell'investimento.
Così si sono espressi 4200 intervistati europei, che hanno raccontato la loro esperienza con i pannelli fotovoltaici (per produrre energia elettrica) e con il solare termico (che sfrutta le radiazioni del sole per scaldare acqua per uso sanitario).

Il mercato energetico è in forte sviluppo
La diffusione dei pannelli solari in Italia ha avuto un'impennata solo negli ultimi anni, portandosi oggi a livelli simili a quelli di altri Stati europei. Nel 2008 il giro d'affari dell'industria fotovoltaica italiana è stato di circa 800 milioni di euro e per l'anno in corso è prevista un'ulteriore crescita, crisi economica permettendo. La normativa italiana ha favorito in particolare lo sviluppo degli impianti fotovoltaici rispetto al solare termico, garantendo nelle manovre finanziarie degli ultimi anni consistenti incentivi e benefici economici. Grazie soprattutto a queste facilitazioni, l'energia del sole sembra acquisire sempre maggiori consensi.

Un investimento remunerativo
Gli intervistati sull'argomento testimoniano un vistoso entusiasmo. L'unica ombra resta il costo dell'investimento iniziale, lamentato da chi ha fatto l'esperienza di installare un impianto a energia solare, ma presto dimenticato quando a casa iniziano ad arrivare bollette più leggere. Ogni anno la spesa energetica diminuisce di qualche centinaio di euro sia per rifornirsi di acqua calda sia per produrre corrente.

Più del 60% degli acquirenti definisce la propria situazione economica non particolarmente agiata, ma a quanto pare l'investimento nel solare vale i sacrifici necessari. In particolare chi si è dotato del solare termico ritiene di poter rientrare nei costi prima di chi ha acquistato il fotovoltaico.

Gli intervistati hanno visionato più preventivi prima di scegliere. Secondo la loro esperienza il mercato del solare termico offre maggiori possibilità di risparmio, mentre quello del fotovoltaico è livellato. Lo abbiamo verificato anche noi: il costo medio per un impianto da 3 kW è allineato sui 18 mila euro, cifra ammortizzabile in media dopo 8 anni al sud e dopo 10-13 anni al nord.

La burocrazia è da migliorare
La procedura necessaria per ottenere i permessi di installazione richiede qualche mese e necessita dell'intervento di tecnici specializzati. Gli impianti per sfruttare le fonti rinnovabili sono paragonati agli interventi di manutenzione straordinaria. Per questo è necessario richiedere al proprio comune una serie di documenti, come la denuncia di inizio attività (Dia) e l'autorizzazione edilizia. Non è sempre una trafila semplice, l'iter varia molto da regione a regione. Serve uno sforzo maggiore per semplificare le attuali barriere burocratiche, che impediscono la realizzazione anche di impianti semplici. Ma ci sono anche problemi strutturali sulla rete, che non sempre in grado di gestire l'energia prodotta in modo capillare dai cittadini.


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