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Raccolta a due velocità

01 luglio 2010

01 luglio 2010

Intervista a Fabrizio Longoni, Centro Coordinamento Raee

Dal 18 giugno, i negozianti provvedono a ritirare i cosiddetti Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) di chi compera un apparecchio nuovo. Ma i rifiuti che fine fanno? Lo chiediamo a Fabrizio Longoni del Centro di Coordinamento Raee.

HT Come avviene la catena della raccolta e dello smaltimento? Equanto costa al consumatore?
Il consumatore può portare i propri Raee direttamente ai Centri di Raccolta comunali oppure ha la possibilità di lasciare il vecchio apparecchio, all'atto dell'acquisto di uno nuovo, al punto vendita. Il Distributore porta i Raee raccolti ai Centri di Raccolta comunali. Lì vengono ritirati dai cosiddetti Sistemi Collettivi (istituiti proprio dai produttori) e avviati presso selezionati e accreditati impianti di trattamento. Il consumatore contribuisce ai costi acquistando nuove apparecchiature, tramite un ecocontributo visibile (che varia in base al prodotto) o incluso nel prezzo di vendita.

Voi che ne fate materialmente, ad esempio, di un televisore a tubo catodico che un negozio ha ritirato?
Uno dei 15 Sistemi Collettivi a noi associati ritira dal Centro di Raccolta comunale il televisore e, insieme ad altri apparecchi, lo porta a un impianto di trattamento; lì viene smontato e vengono separati componenti e materiali omogenei. Successivamente, queste materie prime vengono avviate a nuovi cicli produttivi.

Funziona anche per i negozi online?
Se per la normale distribuzione ci sono già regole e condizioni stabilite per legge, i soggetti che vendono a distanza sono in attesa di un apposito decreto ministeriale che regoli questo tipo di vendita.

Qualche comune o provincia è in ritardo con l'organizzazione della raccolta?
La situazione non è omogenea. Alcune aree del Paese presentano tassi di copertura prossimi al 100% mentre altre non superano il 70% creando una situazione di due diverse velocità. Il comune ha tra i suoi compiti solo quello della raccolta (non dello smaltimento), ma non tutti i comuni hanno assolto a questo compito.

A proposito di ritardi. Di chi è la colpa visto che i consumatori pagano (nel prezzo) ormai da tempo una tassa Raee?
Non si tratta di una tassa ma di un ecocontributo. Purtroppo questo decreto ha iniziato il suo iter nel corso del 2008 e solo quest'anno ha visto la luce. L'importante è poter recuperare il tempo perduto che non ha consentito di incrementare la raccolta come volevano produttori, cittadini e istituzioni.


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