News

Raccolta differenziata: cosa va e cosa non va nell'umido

20 ottobre 2014
raccolta umido

20 ottobre 2014

La regola d’oro per una efficace raccolta differenziata è individuare in modo corretto i rifiuti destinati al compost. Che cosa va messo di preciso nell'umido? E quale sacchetto va usato? Facciamo chiarezza.

Se differenziati male, i rifiuti umidi creano non pochi problemi: in discarica producono gas e liquami pericolosi mentre nell’inceneritore bruciano con difficoltà perché contengono un’ elevata percentuale di acqua.

Cosa va nell’umido

  • Gli scarti e gli avanzi di cucina, crudi o cotti (frutta, verdura, gusci delle uova, bustine del tè e simili) e piccole quantità di scarti di verde (fiori, erba, rametti, foglie).
  • Tovaglioli e fazzoletti di carta, purché siano senza stampe.
  • La plastica compostabile (tutti gli altri tipi di plastica, inclusa la pellicola per conservare i cibi, vanno nell’apposito bidone della differenziata).
  • Cialde di caffè e caffè sfuso (le capsule, invece, vanno nell’indifferenziata) e
  • Gli alimenti avariati e scaduti, purché senza imballaggio.

Cosa non va nell’umido

  • Capelli, peli e ossa di animali.
  • Nessun liquido: neanche l’olio, che va raccolto separatamente e portato alle piazzole ecologiche.
  • Metalli (neanche l’alluminio per i cibi).
  • Pannolini e assorbenti igienici, anche se compostabili.

Qual è il sacchetto giusto?

Quando scegli il sacchetto per l’umido fai attenzione al logo: alcuni, infatti, non sono adatti a contenere questo tipo di rifiuti. I sacchetti per l’umido non devono essere soltanto biodegradabili, ma anche compostabili. Non vanno bene i sacchetti in plastica normale (Polietilene PE), quelli in plastica leggera e quelli con diciture generiche come “Amico della natura”.

Biodegradabile o compostabile?

  • Biodegradabili sono i materiali che una volta decomposti per azione di microrganismi, portano alla formazione di sostanze naturali, come acqua o anidride carbonica, in un tempo anche molto lungo.
  • Un materiale è detto compostabile quando in seguito alla sua degradazione, naturale o industriale, produce velocemente compost, ovvero la materia organica utilizzabile per la concimazione in agricoltura. I materiali compostabili si disintegrano totalmente in un impianto di compostaggio entro 12 settimane. Si raccolgono con l’umido.

Dividi bene: per l’ambiente e per il portafogli

Spesso di fronte a un oggetto da buttare non sai in quale cassonetto metterlo? Scegliere male significa rischiare una multa e rovinare la raccolta differenziata, con conseguenze per l’ambiente. Guarda il video con i consigli giusti per non sbagliare.

Video Block


Stampa Invia