News

Rifiuti: la verità sulle riciclerie dei Comuni

01 settembre 2011
riciclare

01 settembre 2011

I rifiuti pericolosi, come vernici  e batterie, che fine fanno? Neanche le amministrazioni locali lo sanno fino in fondo. Viaggio nello smaltimento dei rifiuti speciali.

Comuni ricicloni o pasticcioni?
La risposta è in questa inchiesta, che mostra come sono gestiti i rifiuti pericolosi in sette città italiane. Abbiamo verificato quanto sono organizzate le amministrazioni di Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli, Palermo e Bari e se informano correttamente i cittadini.
Ci siamo muniti di lampadine, batterie, giocattoli con pile e barattoli di vernice e abbiamo chiesto al numero verde delle società che gestiscono la raccolta differenziata come dovevamo smaltirli e qual era il deposito più vicino.

Poca trasparenza sulla raccolta dei rifiuti pericolosi
Le procedure sono corrette? Il personale dà informazioni? Quali tipi di rifiuti possono essere consegnati? Viene offerta assistenza ai cittadini?
Il cittadino deve essere messo in condizione di capire dove vengono buttati i rifiuti consegnati. Su ogni contenitore  deve essere identificata la tipologia di rifiuti da raccogliere e possibilmente l’operazione deve essere visibile al pubblico. Questa procedura è importante perché, oltre a motivare il cittadino e a convincerlo che il suo impegno è ripagato, lo educa alla raccolta differenziata. I Comuni hanno il compito di  sensibilizzare la cittadinanza sui problemi ambientali causati dall’abbandono dei rifiuti.
L’inchiesta rivela che ciò accade solo in un mondo ideale, ovvero non in Italia. Solo a Milano e a Torino abbiamo sempre capito dove venivano gettati i nostri rifiuti; a Genova solo nelle isole ecologiche; a Roma è stato chiaro solo in un deposito. In tutti gli altri centri la situazione è fuori controllo.

Raccolta incompleta
Non sempre è previsto un sistema di raccolta per tutti e quattro i rifiuti che abbiamo consegnato. A Napoli inizialmente nessuna isola ecologica ha ritirato la vernice, in seguito abbiamo verificato che il servizio è stato ripristinato; a Bari l’hanno ritirata per gentilezza, ma poi che fine avrà fatto? A volte ci è stato detto di rivolgerci ai negozianti o alla Camera di commercio, ma di certo questa non è la strada corretta e infatti siamo stati rimandati alle società che gestiscono i rifiuti.
La confusione è tanta, le informazioni contraddittorie, la trasparenza insufficiente. Questo scenario la dice lunga sul perché la raccolta differenziata continua a dare poca fiducia.


Stampa Invia