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Stop della Commissione europea agli aumenti delle tariffe di unbundling

21 ottobre 2010
unbundling

21 ottobre 2010

Contro gli aumenti delle tariffe di unbundling (quelle che i concorrenti di Telecom Italia devono versare all'ex monopolista per avere accesso alla rete) ci eravamo rivolti alla Commissione europea. Ora è arrivato lo stop.

Contro gli aumenti delle tariffe di unbundling (quelle che i concorrenti di Telecom Italia devono versare all'ex monopolista per avere accesso alla rete) ci eravamo rivolti alla Commissione europea. Ora è arrivato lo stop.

Tariffe più care rispetto all’europa
Le tariffe di unbundling sono quelle che i concorrenti di Telecom Italia devono versare all'ex monopolista per avere accesso alla rete.
Contro il loro aumento, approvato dal Garante (Agcom) lo scorso 9 settembre, ci eravamo rivolti alla Commissaria europea Kroes. Con la nostra lettera del 23 settembre avevamo evidenziato come gli aumenti ingiustificati avrebbero rischiato di pesare direttamente sulle tasche dei consumatori, riflettendosi sulle tariffe finali. Già i rincari precedenti (del 2009) avevano comportato una maggiorazione del 10% sul canone residenziale.
L’attuale canone di unbundling è di 8,49 euro/mese e secondo Agcom dovrebbe passare nel 2010 a 8,70 euro/mese con effetto retroattivo, contro una media Ue di 8,38 euro al mese. Per gli anni successivi (2011 e 2012) l’Autorità aveva addirittura deciso di passare  rispettivamente a 9,14 e 9,48 euro al mese.

Rincari ingiustificati
La Commissione europea ha sonoramente bocciato la decisione di Agcom, accogliendo le richieste di Altroconsumo. La gestione di una rete in rame di nuova costruzione in un mercato competitivo dovrebbe comportare una riduzione dei prezzi, non un aumento.
Se poi il motivo dei rincari è legato ai costi di manutenzione della rete in rame, anche qui c’è molto da obiettare. Questi costi sono stabiliti partendo da un dato irrealistico di una quantità di guasti pari al 22,5% (la stessa Telecom Italia ha recentemente dichiarato che il tasso di guasto oggi registrato si attesti invece intorno al 12%). Immaginando poi una valorizzazione della rete che punti a massimizzare l’efficienza è facile sostenere che il tasso di guasto previsto debba tendere a diminuire e non certo ad aumentare.
Ora Agcom deve prendere atto delle indicazioni della Commissione e rivedere i suoi calcoli.


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