Guida all'acquisto

Come scegliere lo scaldabagno a gas

29 settembre 2017
scaldabagno a gas

29 settembre 2017
Se abiti in condominio, lo scaldabagno a gas è una scelta quasi obbligata. Ma un modello non vale l'altro: esistono diverse tipologie e limiti imposti dalla legge. Prima di acquistarne uno è bene informarsi.

Gli scaldabagno a gas sono uno dei più comuni sistemi per riscaldare l’acqua in casa. Sia perché sono una scelta quasi obbligata per chi abita in un condominio dove è centralizzato solo il riscaldamento sia perché sono più economici dei modelli elettrici. Ma sai quale comprare? Cosa dice la legge? Consulta il nostro test e leggi i nostri consigli.

lo scaldabagno migliore del test

Scaldabagno a gas: camera aperta

Lo scaldabagno a gas più diffuso, per il costo iniziale competitivo, è quello a camera aperta, chiamati così perché utilizzano un sistema che pesca l’aria necessaria alla combustione nella stessa stanza in cui l’apparecchio è installato. I fumi, invece, vengono scaricati all’esterno dell’abitazione grazie a una canna fumaria.

Scaldabagno a gas: camera stagna 

Sul mercato esistono anche modelli “ camera stagna, che non entrano in contatto con l’aria dell’ambiente in cui si trovano: prendono l’aria all’esterno e scaricano i fumi sempre all’esterno. Possono essere installati anche in piccoli bagni, ma il rovescio della medaglia è che sono più cari.

L'installazione

La legge pone limiti precisi all’installazione degli scaldabagno a gas. Per esempio, quelli a camera aperta non possono essere posizionati in camera da letto e in bagno. In questi ambienti (così come nei monolocali) è possibile installare soltanto modelli a camera stagna perché non prelevano aria dallo stesso locale. Per installare in cucina uno dei prodotti testati non occorre che il locale abbia una grandezza di almeno 20 metri cubi, ma è comunque necessaria l’apertura di ventilazione di almeno 100 cm₂ per i modelli a camera aperta, che corrisponde a un quadrato di 10x10 cm. Per i modelli a camera stagna è sufficiente che il locale di installazione sia aerabile, in caso però di piano cottura si ritorna all’apertura.

La manutenzione 

Non sono soggetti a una manutenzione obbligatoria. È comunque consigliabile farli controllare periodicamente – almeno ogni due anni - da un tecnico abilitato. Un problema che si verifica di solito è quello del deposito di calcare, che compromette il rendimento dello scaldabagno, riducendo la trasmissione di calore e aumentando i consumi. È importante anche far pulire le canne fumarie. In caso di cattivi odori il controllo va fatto subito.


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