News

Asciugabiancheria non necessarie

01 settembre 2011

01 settembre 2011

Troppo cara (per ambiente e portafoglio) la comodità offerta dalle asciugatrici del test. Alla prova 12 modelli, ma la vera questione è se valga davvero la pena acquistarne una. Scarica qui sotto il pdf con i risultati del test.

Un mercato in crescita
A qualcuno i panni stesi non piacciono. Eppure, nelle regioni a clima mite, ventose e ben soleggiate, come molte nel nostro Paese, vige da sempre la tradizione del bucato steso all’aperto. Anche se non tutti hanno il privilegio di poter ritirare un bucato fresco e profumato dal terrazzo.
Per chi non è tra i fortunati, tenere a lungo lo stendino aperto in casa in attesa che i vestiti si asciughino può essere fastidioso. Se si possiede un’asciugatrice come quelle che abbiamo testato il problema è risolto: dopo il lavaggio in lavatrice, basta trasferire il bucato nella macchina che lo asciuga. Però, bisogna essere disposti a una spesa non da poco. Eppure, nonostante il clima mediterraneo del nostro Paese, nel 2010 questo prodotto ha registrato un forte incremento di vendite in Italia: più 26% rispetto all’anno precedente. Domina il tipo a condensazione, più consigliabile, mentre è ormai obsoleto quello a ventilazione: meglio, perché è più energivoro.

Asciugatrici  molto energivore
In ogni caso, per chi intende risparmiare energia, questo genere di acquisto è da bandire, perché incide molto sui consumi.
In tempi di crisi energetica e di aumento delle tariffe, per non parlare dei problemi di tipo ambientale, l’asciugatrice è un elettrodomestico di cui, se possibile, si dovrebbe fare a meno. Anche perché non siamo in Svezia o in Finlandia: alle nostre latitudini, obiettivamente, l’asciugatura del bucato è di rado un problema.
I consumi sono molto elevati e infatti la metà dei modelli del test è valutata negativamente sotto questo profilo. A seconda dell’uso che se ne fa, si possono spendere  da circa 100 a 200 euro l’anno, ammortamento del prezzo incluso. In più l’investimento iniziale è difficile da recuperare, dai 500 ai 1.000 euro a seconda che la classe energetica sia B o A. Anche se il nostro Miglior Acquisto costa 450 euro meno del modello più caro (di cui è anche migliore).

Dannose per l’ambiente
Se poi non pensiamo solo al portafoglio, ma ci appelliamo al nostro spirito ambientalista, le perplessità crescono. L’elevato consumo energetico della macchina ovviamente si traduce in emissioni inquinanti. E a fine vita del prodotto ci sarà da smaltire un rifiuto assai ingombrante. A maggior ragione possiamo quindi riflettere sull’opportunità dell’acquisto. Anche perché, quando capita di dover lavare capi davvero difficili da far asciugare, come piumoni o coperte, possiamo anche pensare di recarci in una delle tante laundrette ormai presenti quasi in ogni città.
Infine, c’è anche un altro risvolto poco gradevole: il bucato esce quasi sempre molto stazzonato, al punto da renderne difficile la stiratura. E questo benché per il nostro test abbiamo scelto un ciclo di durata media, non il più lungo in assoluto, che avrebbe ridotto il bucato ancora più spiegazzato. Un ultimo punto negativo: il rumore dell’apparecchio è quasi in tutti i modelli piuttosto fastidioso.

Le marche del test:

- Aeg
- Bosch
- Candy
- Electrolux Rex
- Hoover
- Hotpoint Ariston
- Indesit
- Siemens
- Smeg
- Whirlpool


Stampa Invia