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Sulle tracce dei rifiuti elettrici ed elettronici

21 giugno 2012
rifiuti elettrici e elettronici

21 giugno 2012

Abbiamo seguito quindici apparecchi elettronici in viaggio verso lo smaltimento con un microchip nascosto al loro interno. La raccolta differenziata funziona davvero? Ecco l'iter dei cosiddetti rifiuti Raee.

La raccolta dei rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici, i cosiddetti Raee, funziona bene? Che fine fanno? È vero, quello che credono in tanti, e cioè che spesso i rifiuti elettronici non vengono smaltiti? Che vengono trafugati? O che vanno a finire chissà dove? Non è vero: delle quindici prove fatte, dodici sono regolari. Emerge, insomma,  che nelle tre grandi città dell’inchiesta (Milano, Roma e Napoli) il sistema di gestione dei Raee funziona abbastanza bene.

Il trasmettitore nascosto nei rifiuti
Come farebbe un qualunque cittadino, abbiamo portato nelle piazzole ecologiche 15 Raee, suddivisi tra: il processore di sei computer vecchi; due frigoriferi a due porte; quattro televisori a tubo catodico; tre lavatrici. All’interno di ogni apparecchio i tecnici di una società aerospaziale, specializzata in telecontrollo, hanno inserito un trasmettitore Gps a batteria, accoppiato a uno Gsm o satellitare, in grado di garantirci il controllo a distanza del Raee. In questo modo ne abbiamo seguito il viaggio dalle piazzole municipali fino ai rispettivi Centri di raccolta, a seconda delle diverse esigenze di trattamento. Gli apparecchi sono stati consegnati nelle riciclerie di Milano, Roma e Napoli.

Telecontrollati su un monitor
Attraverso un monitoraggio elettronico, abbiamo seguito l’esatto percorso dei rifiuti elettronici verso la loro fine vita. Abbiamo rilevato ogni dettaglio del viaggio dei nostri Raee: se è in movimento o fermo, quali sono le coordinate esatte del percorso e per quanti chilometri ha viaggiato. Il segnale ci ha fornito preziosi dettagli: movimento, sosta, sobbalzi del rifiuto.

La raccolta dei Raee funziona, ma è migliorabile
A dispetto degli scettici e dei pregiudizi consolidati, lo smaltimento dei rifiuti elettronici è efficace (anche se migliorabile), e l’impegno che viene richiesto ai cittadini per avere un impatto minore sull’ambiente è ripagato e sensato. Lo abbiamo visto con i nostri occhi, quelli dei nostri tecnici, fissi su un monitor a spiare a distanza il viaggio di ognuno dei quindici Raee, i cosiddetti apparecchi elettrici ed elettronici (come phon, Pc...), utilizzati per questa inchiesta. Nel giro di un mese l’80 per cento degli apparecchi arriva a destinazione e viene trattato correttamente. Quasi tutti i rifiuti elettronici, dopo una sosta tecnica in un primo centro di trattamento (dove avviene la separazione delle parti che lo compongono), sono arrivati negli impianti di recupero delle materie (metalli e plastiche). Qui è terminato anche il viaggio del nostro trasmettitore, che è stato triturato insieme al resto.

Due anomalie a Napoli, una a Milano
Tre volte sono accadute delle irregolarità: si tratta di due computer e una lavatrice.
  • Milano. Il computer è stato consegnato alla ricicleria della municipalizzata Amsa “Muggiano”. E lì è rimasto. Non possiamo sapere che fina abbia fatto, ma di certo non è  stato trasportato al centro di smaltimento, come previsto.
  • Napoli. Si tratta ancora di un Pc, questa volta è probabile che un privato lo abbia sottratto dal centro di raccolta Asia. Fino a quando la batteria ha funzionato, il trasmettitore ci ha segnalato che il computer è stato spostato diverse volte e per mesi. La lavatrice, invece, che era stata consegnata nella ricicleria Asia di via S. Gatto, è finita in un centro non autorizzato. È molto probabile che sia stata trafugata.

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