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Accolto il ricorso di Dyson: dall'UE lo stop alle etichette energetiche degli aspirapolvere

Il polverone (è il caso di dirlo) è stato sollevato dopo la richiesta di Dyson di annullare il regolamento delle etichette energetiche sugli aspirapolvere. I test previsti dalla normativa ed eseguiti dai produttori non hanno riprodotto un utilizzo reale dei dispositivi.

16 novembre 2018
Aspirapolvere Dyson Cyclope

A conclusione di un iter giudiziario iniziato nel 2015, il futuro delle etichette energetiche degli aspirapolvere è nuovamente messo in discussione. Lo scorso 8 novembre il Tribunale dell'Unione europea ha infatti annullato il regolamento introdotto nel 2014 e che prevedeva l'obbligo di etichettatura per gli aspirapolveri venduti all'interno dell'UE.   

I test della normativa a condizioni non reali 

Tutto inizia nel 2015 dopo il ricorso di Dyson all'Unione europea con il quale chiedeva il ritiro del regolamento, colpevole di indurre i consumatori in errore. Ma perché? Nelle prove previste dalla normativa l'efficacia pulente degli aspirapolvere non viene misurata durante l'uso reale, ma soltanto con il contenitore per la raccolta della polvere vuoto: una situazione piuttosto inusuale. I test non hanno valutato il calo di performance degli apparecchi, che avrebbero in qualche modo dovuto risentire della polvere accumulata. In questo modo, perciò, sarebbe venuto meno un elemento essenziale della direttiva sull'etichettatura, che prevede che il metodo di calcolo della prestazione energetica rifletta le normali condizioni di utilizzo. Questo avrebbe così consentito ai produttori di approfittare della normativa ed effettuare prove a condizioni ideali e non reali, guadagnando così etichette energetiche commercialmente più appetibili

L'etichetta è uno strumento valido per scegliere?

Da settembre 2014 per gli aspirapolveri è stato introdotto l'obbligo di etichetta energetica per indicare chiaramente il consumo di energia di questi dispositivi. Uno strumento senza dubbio importante, che ha contribuito a costruire una maggiore consapevolezza da parte di produttori e consumatori nei confronti di tematiche come il risparmio energetico. Dal punto di vista ambientale si è trattato di un’iniziativa importante, ma per il consumatore è stata davvero una modifica utile? Quanto può fidarsi un acquirente dell’etichetta?

I nostri test in aggiunta alle norme di certificazione

L'etichetta energetica è sicuramente un buon punto di partenza, ma non è certo l'unico strumento da considerare per fare una scelta realmente consapevole. In tutti i nostri test utilizziamo infatti metodi diversi per valutare i consumi degli elettrodomestici, basandoci su situazioni di utilizzo più realistiche. Nel caso del test sui frigoriferi, per fare un esempio, le prove di valutazione prevedono l'apertura e la chiusura delle porte per più volte, oppure di tenere la porta aperta per riempire il frigo con la spesa. Le prove eseguite per l'attribuzione dell'etichetta energetica, invece, prevedono un solo ciclo effettuato a porte chiuse: una modalità poco realistica rispetto a quanto avviene durante un utilizzo quotidiano.

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I risultati del test sugli aspirapolvere