Consigli

Come funziona e quanto consuma il frigo

Il frigo, elettrodomestico indispensabile in ogni casa, è composto da tre parti principali, un motore, un vano e delle porte, che ne permettono il funzionamento. Ma come avviene il processo di raffreddamento? Ecco tutto quello che devi sapere e tutti i consigli utili per limitare i consumi evitando gli sprechi.

19 marzo 2021
frigorifero aperto pieno di alimenti

Nato nella seconda metà del XIX secolo, per risolvere il problema del trasporto delle merci deperibili, il frigorifero ha rivoluzionato il sistema di conservazione dei cibi e la vita domestica, contribuendo allo sviluppo economico e alla globalizzazione oltre che al progresso degli studi in campo medico.

Essenzialmente composto da tre parti principali - un motore, che ne permette il funzionamento, un vano, al cui interno ci sono un termostato per regolare la temperatura, una luce e le griglie dove vengono  conservati gli alimenti , e delle porte, che vengono utilizzate per aprire e chiudere il vano - il frigorifero è l’elettrodomestico presente in tutte le case e di cui nessuno può fare a meno.

Ma come funziona, tecnicamente, un frigorifero? In che modo avviene il raffreddamento? In quanto tempo si raffredda un frigorifero nuovo? Come funziona il termostato del frigorifero e come si regola? Quanto consuma un frigorifero? Si chiama frigocongelatore, frigorifero o frigorifero con freezer? Vediamo di rispondere a tutti questi quesiti.

Come funziona il sistema di raffreddamento del frigo?

C’è innanzitutto da fare una considerazione: il frigo raffredda gli alimenti che sono posti al suo interno sottraendone il calore ed espellendolo, non aspirando l’aria fredda dall’esterno. Ma come avviene questo meccanismo?

L’intento è proprio quello di sottrarre calore con il preciso scopo di refrigerare abbassando la temperatura: il corpo più freddo sottrae quindi calore a quello più caldo, assorbendolo, mentre quello più caldo, viceversa,  perde calore cedendolo a quello più freddo.

Il motore, una delle tre parti principali del frigorifero, è composto da:

  • un compressore
  • una griglia caratterizzata da un condensatore (le serpentine nere sul retro del frigo)
  • una valvola termostatica
  • un evaporatore
  • una griglia interna

Le fasi di raffredamento

Le varie fasi del sistema di raffreddamento sono così suddivise:

  1. il compressore ha il compito di comprimere un gas refrigerante - che si riscalda per effetto dell’aumento di pressione (dovuto alla compressione) - per poi spingerlo nel condensatore;
  2. il condensatore – dove il gas condensa - disperde nell’ambiente circostante il calore assorbito dal gas durante la compressione: per tale ragione le serpentine poste nella parte retrostante del frigorifero sono sempre molto calde;
  3. dopo le prime due fasi, ciò che residua è un liquido ad alta pressione che viene fatto passare attraverso una valvola di espansione per poter ridurre la pressione regolandone l’afflusso all’evaporatore;
  4. il refrigerante liquido a bassa pressione giunge quindi all’evaporatore, assorbe il calore dall’interno del frigorifero trasformandosi nuovamente in gas a bassa pressione;
  5. mentre il gas torna nuovamente al compressore per ricominciare il ciclo, il vano del frigorifero si raffredda.

Il ciclo di raffreddamento quindi è pronto per ripetersi: il gas torna al compressore, dopo la compressione passa velocemente attraverso le serpentine del condensatore dove condensa assumendo la forma liquida, assorbe quindi il calore del vano nell’evaporatore dopo aver ridotto la pressione grazie alla valvola termostatica e, infine, in forma gassosa, ritorna nuovamente al compressore.

Il termostato

Altro elemento che arricchisce i frigoriferi moderni  è il termostato, un dispositivo generalmente digitale che misura la temperatura e fa sì che il compressore funzioni esclusivamente se la temperatura del vano frigorifero aumenta rispetto al valore impostato. In altre parole, il compressore che si trova all’interno del motore dei nostri frigoriferi, comprime il gas solo quando il termostato segnala che la temperatura interna è in aumento: ciò avviene, ad esempio, quando si aprono le porte del frigo troppo spesso o quando viene inserito un alimento ancora caldo nel vano.

Ma come si imposta il termostato?

Generalmente la temperatura si regola automaticamente ma a volte può essere non adatta alle condizioni climatiche esterne oppure troppo elevata. Esiste un selettore che regola la temperatura e che, in relazione al modello, può essere elettronica o manuale.

Grazie alla sua importante funzione,  il termostato ha il grande vantaggio di ridurre il consumo di energia elettrica con una stima di oltre il 50%.

E proprio a proposito di consumi, qual è il modo ottimale per ridurli? Quale classe energetica del frigorifero si deve tenere presente per contenerli? Quali altri accorgimenti sono utili per poter risparmiare?

Classe energetica e consumi

In funzione 24 ore su 24, il frigorifero è sicuramente l’elettrodomestico per cui è importantissimo essere informati sui consumi effettivi e su come poterlo utilizzare in modo corretto e consapevole. Vediamo quindi i criteri da valutare e le accortezze da adottare:

Efficienza energetica

Per sapere quanto mediamente si spende in un anno - in termini di consumi - per un frigorifero, bisogna leggere attentamente l’etichetta energetica dove è riportata la classe di efficienza cui il modello di frigorifero appartiene e che sintetizza tutti i dati fondamentali da conoscere e da considerare.

È la prima informazione importante che si trova sulla sinistra dell’etichetta presente - per obbligo di legge - su ogni apparecchio per la refrigerazione alimentato a corrente elettrica: le classi di efficienza vanno dalla più bassa, indicata con la lettera G, alla più alta che riporta l’indicazione A. 
A marzo 2021 è entrata in vigore una nuova versione dell’etichetta che non prevede le classi con i “+”. Lo scopo è quello di avere uno strumento più chiaro che permetta una più veloce comparazione fra i prodotti e quindi un acquisto più consapevole.

Ogni classe contrassegna l’efficienza del frigorifero ma non basta a calcolare quanto si dovrà pagare ogni anno per il mantenimento del frigo. Una buona approssimazione però può derivare dai valori riportati sull’etichetta che indicano i consumi di energia annui espressi in KWh.

Supponiamo di valutare un frigo di classe D, fra le più diffuse, che consuma in media 180 KWh annui; ipotizziamo poi che per la corrente si spenda una media annua di 0.22 centesimi per KWh. Moltiplicando quindi il costo pagato a KWH per il totale dei KWh che il frigo consumerà durante l’anno si otterrà un ammontare di € 41 che corrisponderà alla spesa totale del frigorifero a livello di consumi. L’ acquisto dello stesso frigo nella miglior classe energetica e nella peggiore avrebbe un consumo simulato fra 91 e 344 kWh e un costo fra 21 e 79 euro all’anno.

Dimensioni

La classe energetica non è l’unico elemento da tenere presente per considerare i consumi: la seconda voce da valutare riguarda le dimensioni dell’apparecchio che influiscono non poco sul valore finale. A parità di classe di efficienza infatti, un frigorifero più grande consumerà, naturalmente, di più di uno più piccolo. Nonostante ciò è da considerare che una famiglia composta da più persone necessiterà di un frigo di dimensioni maggiori sebbene consumi di più. Il calcolo della spesa media annua deve tenere conto anche di questo fattore.

Stabilità della temperatura

Importanti anche la stabilità della temperatura e la capacità di raffreddamento: se il frigorifero manterrà costante la temperatura a prescindere dalle variazioni ambientali o climatiche anche i costi saranno minori.

Capacità di raffreddamento

Inoltre, maggiore sarà la capacità di raffreddamento, minori saranno i consumi: tutte le volte che un frigorifero viene aperto, si dovrà raffreddare più rapidamente per tornare alla temperatura ideale, va da sé che l’apparecchio con maggiore capacità di raffreddamento eviterà un aumento di costi legati all’energia utilizzata.

Posizionamento

Altro fattore da non sottovalutare è il posizionamento del frigorifero: maggiore è la temperatura ambientale, maggiore sarà lo sforzo del compressore per mantenere la temperatura interna costante. Per non sovraccaricare il compressore e fare sì che il calore si disperda correttamente, il frigorifero deve essere montato a una distanza di almeno 10 cm dal muro, lontano da qualsiasi fonte di calore come termosifoni, forni, fornelli, finestre soleggiate, stufe o camini.

Utilizzo e buone abitudini

Detto tutto ciò, ci sono altri piccoli accorgimenti, dettati dal buon senso, che possono evitare sprechi, limitare i consumi e far vivere più a lungo il frigorifero:

  • Preferire frigoriferi a libera installazione piuttosto che quelli a incasso che si surriscaldano maggiormente;
  • Non sovraccaricare il frigorifero perché verrebbe impedita la diffusione omogenea del freddo;
  • Aprire le porte il meno possibile, velocemente e solo quando necessario per evitare la dispersione del freddo e l’aumento della temperatura interna;
  • Se il frigo fosse vuoto, mettere al suo interno delle bottiglie di acqua: manterranno bassa la temperatura interna;
  • Non inserire nel frigo cibi ancora caldi: si eviterà di riscaldare l’interno del frigorifero e di formare della brina.