News

Candy GrandO Evo

09 novembre 2011
candy

09 novembre 2011

La sfida della nuova lavatrice Candy GrandÓ Evo è lavare a 20° C con la stessa efficacia di un lavaggio a 40° C, senza dividere i capi bianchi e i capi colorati. Tutto con il massimo dell’efficienza energetica nel rispetto della nuova etichetta: classe A+++ e A++. Questa volta le promesse sono mantenute.

Secondo la casa produttrice, il lavaggio a 20°C, disponibile sulle macchine con il sistema Mix Power System, è sinonimo di massimo rispetto delle fibre, dei tessuti e dei colori. Il risparmio di elettricità dichiarato è pari al 60% rispetto ad un programma a 40°C e il consumo di acqua si riduce del 15% se confrontato con un abituale ciclo di lavaggio. Oltre al programma “Perfect 20°”, il programma “Intensivo 40°” lava come un tradizionale programma a 60°C e il programma “Pulito Profondo 60°” rimuove anche lo sporco più difficile. La possibilità di lavare, nello stesso ciclo, capi bianchi e colorati, anche di tessuti diversi, riduce la frequenza dei lavaggi settimanali con un ulteriore risparmio sulla bolletta elettrica oltre che sul costo del detergente.

Le nostre prove
Abbiamo voluto effettuare dei test, per confrontare appunto le prestazioni della stessa macchina a 40 ed a 20°. Abbiamo utilizzato un carico pari all’80% del carico massimo (6.4 kg su 8 kg nominali) ed utilizzato un detergente liquido. Le prestazioni di lavaggio sono praticamente identiche (addirittura leggermente meglio per il ciclo "Perfect 20°"). I consumi energetici sono di molto inferiori, naturalmente, visto che la temperatura dell’acqua ha raggiunto un massimo di 24 gradi contro i 40 circa del ciclo “classico): qualcosina in meno della metà (0,11 kWh per kg di biancheria contro 0,05). Il consumo d’acqua è stato leggermente più elevato per il ciclo "Perfect 20°" (70 contro 63 circa), così come la durata (2 ore e 29 minuti contro 2 e 15). In definitiva, alla luce di queste prove, ci sentiamo di appoggiare questa nuova tecnologia. Per una volta le promesse sono state mantenute con l’unico neo del consumo di acqua. C’è da sperare che, sulla scia di Candy, anche gli altri produttori mettano in commercio dispositivi simili, nell’interesse comune e del risparmio energetico.

Alcune precisazioni
È opportuno precisare che, comunque, la disinfezione a 60 gradi è meno utile di quanto si pensi all’atto pratico. Questo perché la biancheria “igienizzata” entra poi a contatto con il mondo reale, che ne vanifica gli effetti. Un lavaggio a 60°, inoltre, rappresenta un enorme dispendio energetico (un ciclo a 60 consuma circa il doppio di uno a 40). Perciò, fatta eccezione per alcune situazioni particolari, come per esempio neonati o pazienti immunodepressi, in generale non ne vale la pena.

Stampa Invia