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Piccoli elettrodomestici da cucina: quali e quando servono

21 maggio 2014

21 maggio 2014

Meglio il Bimby o una normale impastatrice? Vale la pena acquistare un mixer se si ha già un robot da cucina? E a chi servono davvero le centrifughe? Dall'affettatrice alla bistecchiera elettrica, dalla macchina per fare il pane al frullatore: ecco quali piccoli elettrodomestici ti servono davvero in cucina.

Ti servono davvero?

Le nostre cucine sono sempre più piene di elettrodomestici. Ci sono quelli indispensabili come frigo e forno, altri che sono ormai entrati nell'uso comune come i forni a microonde e le macchine per il caffè. Infine ci sono tanti altri piccoli apparecchi come robot da cucina, impastatrici, macchine del pane, frullatori e mixer che spesso si trovano sugli scaffali dei grandi magazzini e ci si chiede se sia davvero necessario averli.

Leggendo questa guida potrai capire se ne hai effettivamente bisogno di questi piccoli elettromestici o se puoi sostituirli con qualcos'altro. Ad esempio se possiedi già un robot da cucina potrebbe non servirti coprare anche un mixer o uno spremiagrumi elettrico. Inoltre potrei capire un po' di più cosa offre il mercato e scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Ad esempio: quando si acquista un mixer, meglio scegliere il modello base o uno accessoriato? E ancora: che differenze ci sono tra un normale robot da cucina e il ben più costoso Bimby? E infine: meglio comprare una bistecchiera elettrica o direttamente un barbeque elettrico? 

Insomma, una guida che può esserti utile per evitare di acquistare oggetti che alla fine occupano spazio e rischiano di essere usati ben poche volte. 

Robot da cucina

Questo apparecchio è in grado di fare molte cose (tritare, impastare, sminuzzare, montare, frullare), facendo risparmiare tempo e fatica in cucina. Tutto questo però ha un costo, quindi prima di farti abbagliare dalle mille funzioni di questi robot, devi capire bene se ti serve davvero. Ecco quando può essere utile.

  • Prepari ricette abbastanza elaborate.
  • Lo usi almeno 3-4 volte alla settimana e hai quindi bisogno di avere sempre a tua disposizione un apparecchio pronto (al contrario del frullatore a immersione accessoriato che deve essere riposto e preparato per l’utilizzo).
  • Impasti, triti verdure, frulli zuppe e pappe, monti panna e uova.
  • Hai abbastanza spazio a disposizione su un ripiano facilmente accessibile e uno spazio in un cassetto in cui mettere gli accessori. Se lo metti via, infatti, rischi di non usarlo solo per non doverlo tirare fuori ogni volta.
  • Non hai già altri apparecchi simili sugli scaffali e negli armadietti della cucina. Sei sicuro di non avere già un frullatore, ad esempio, per montare la panna o fare la maionese oppure per tritare o sminuzzare verdure?
  • Vuoi avere le mani libere mentre l’apparecchio funziona: il robot da cucina una volta premuto il tasto funziona da solo (al contrario del frullatore per cui bisogna tenere premuto il pulsante).
  • Se fai spesso la spremuta, scegli un modello con l’apposito accessorio.
Bimby

Il Bimby, della Vorwerk, è di fatto un'alternativa agli altri robot da cucina; oltre alle normali funzioni di un robot (trita, impasta, sminuzza, monta, frulla), permette anche di pesare, cuocere e cucinare a vapore. Noi lo abbiamo testato e abbiamo promosso le sue prestazioni; il suo vero limite è il prezzo troppo alto: il modello TM5 è in vendita a 1.189 euro. Ma non si trova nei negozi, viene venduto direttamente a casa.

Quando serve

Essendo di fatto un robot da cucina, i prerequisiti per la scelta sono uguali a quelli degli altri modelli (utile in caso di preparazioni elaborate, uso frequente, necessita di avere le mani libere). Ma prima di acquistarlo ci sono anche altre cose da valutare:

  • Se hai tempo e voglia di imparare ad usarlo: ha molte potenzialità che per essere sfruttate al meglio devono essere apprese e provate.
  • Utile se prepari spesso omogeneizzati e  pappe per neonati.
  • Utile per cuocere il pesce a vapore.
  • Va bene se cucini spesso a vapore il riso o le verdure (ma una pentola a pressione è ugualmente utile).
  • Può fare lo yogurt (sostituendo l'acquisto e l'ingombro di una yogurtiera).
  • Può fare gli impasti per la pizza, la pasta e il pane (ma al contrario della macchina del pane, non lo cuoce e bisogna usare il forno).
  • È più ingombrante di un robot, devi avere uno spazio adeguato per riporlo e lasciare libero intorno perché cuocendo scalda.
  • Il contenitore ha una maggiore capacità di un robot da cucina, quindi più adatto a chi cucina porzioni numerose.
  • Se non hai una bilancia da cucina, ti permette di pesare direttamente nel contenitore.
  • Il prezzo è davvero elevato.

Il Bimby TM5
Il Bimby TM31
Impastatrice (o planetaria)

Ormai è presente in ogni programma di cucina, tanto da poter affermare che l’impastatrice è l’elettrodomestico del momento. In gergo tecnico viene chiamata planetaria perché le fruste (diverse a seconda dell’utilizzo) hanno un movimento rotatorio. Ecco quando serve davvero.

  • Impasti spesso e in grandi quantità (il contenitore è molto più capiente dei robot da cucina).
  • Fai spesso la pasta in casa (nel caso, allora scegli un apparecchio con gli accessori apposta per fare i diversi formati della pasta fresca).
  • Fai spesso impasti lievitati, come pane e pizza (ma se è solo questo che ti interessa potresti pensare a una macchina del pane, che può anche cuocere).
  • Fai spesso torte e impasti più consistenti, come ad esempio la pasta frolla (ma va benissimo anche un mixer accessoriato o un robot da cucina).
  • Vuoi montare la panna e gli albumi, fare la maionese o il purè (ma va benissimo anche un mixer accessoriato o un robot da cucina).
  • Hai molto spazio su un ripiano della cucina per tenerla a portata di mano oppure un armadio dedicato per riporla.
  • Hai bisogno di avere le mani libere mentre cucini.
     
Mixer: meglio un modello base o uno accessoriato?

La differenza principale tra modelli base e modelli accessoriati è che gli optional allargano le possibilità di utilizzo: per esempio la frusta in più permette di montare a neve gli albumi e la panna, mentre il tritatutto consente di tritare cipolla e altri ingredienti con maggiore accuratezza.
Tuttavia, anche i modelli più semplici sono in grado di soddisfare egregiamente le necessità principali: per questo, visto che la differenza di prezzo può essere notevole e che molto spesso in cucina ci sono già altri elettrodomestici che assolvono alla funzione di tritare o montare, puoi tranquillamente orientarti su un modello base.

  • Cerchi apparecchi pratici, maneggevoli e facili da pulire.
  • Hai poco spazio in cucina.
  • Non ti diletti con ricette elaborate.
  • Prepari frullati di frutta e minestre e zuppe.
  • Triti solo piccole quantità di cibo (come prezzemolo, noci o mandorle).
  • Hai bisogno di omogeneizzare le pappe.

Se, invece, non hai altri mezzi (come sbattitori o piccoli tritatutto), un mixer a immersione con gli optional colma da solo le principali esigenze dell'attrezzatura di un bravo chef.

  • Hai spazio nei mobili o nei cassetti, non solo per l’apparecchio, ma anche per gli accessori: in alcuni casi il produttore prevede già una confezione apposita, ma più spesso dovrai trovargli un posto comodo e facilmente accessibile.
  • Vuoi grattugiare, affettare e sminuzzare ingredienti duri o delicati.
  • Vuoi la frusta per montare panna e albumi.
  • Grattugi il formaggio o il pane secco.
  • Ti piace preparare impasti.
  • Vuoi fare la maionese.
  • Non hai bisogno di avere le mani libere mentre cucini: il pulsante va tenuto premuto e quindi una mano resta sempre impegnata (al contrario dei robot da cucina).
  • Vuoi utilizzarlo direttamente nella pentola o in un contenitore a tua scelta (al contrario del robot da cucina che funziona solo con l’apposito contenitore).
  • Non lo usi quotidianamente perché bisogna tirarlo fuori dai cassetti e montare gli accessori (al contrario il robot da cucina è già pronto sul ripiano).
     
Macchina del pane

È un piccolo elettrodomestico che serve a impastare, far lievitare e infine cuocere il pane. Consente di avere ogni giorno in tavola pane fresco, genuino ed economico. Basta dosare i vari ingredienti, metterli nel cestello nel giusto ordine e programmare il dispositivo a seconda del tipo di cottura scelto. Ma prima dell’acquisto occorre valutare alcune cose.

  • Soffri di intolleranze o allergie alle farine e hai bisogno di fare un pane specifico.
  • Sei appassionato di farine speciali (kamut, integrale) e semi da aggiungere: puoi creare il tuo pane personalizzato.
  • Consumi una pagnotta almeno ogni 2 giorni, il pane in cassetta si conserva al massimo 3 giorni.
  • Ti piace fare la pasta e la pizza in casa (ci sono i programmi per impastare e lievitare).
  • Hai abbastanza spazio a disposizione su un ripiano facilmente accessibile: se la metti via rischi di non usarla solo per non doverla tirare fuori ogni volta. 
Frullatore

È un elettrodomestico superato: dai robot da cucina per chi ha particolari esigenze o dai mixer per chi ha bisogno di un apparecchio di base. Per questo ne sconsigliamo l’acquisto a meno che tu non faccia quotidianamente preparati come frullati; non ti interessa montare, ma solo frullare e miscelare; hai uno spazio di appoggio perché va tenuto “a vista”.

Affettatrici elettriche

Esistono due tipi di affettatrici domestiche: quelle elettriche (le più diffuse) e quelle manuali. Le affettatrici elettriche possono inoltre suddividersi in diverse categorie a seconda delle dimensioni, della struttura e, ovviamente, della potenza.

  • Se hai bisogno di affettare per lo più alimenti morbidi (formaggi molli, arrosti, frutta, salumi non stagionati, pane...) e non hai bisogno di farne un utilizzo intensivo, puoi orientarti verso affettatrici di bassa potenza (100-120 W). 
  • Ne esistono anche modelli “pieghevoli”, con struttura in plastica (attenzione però che la lama sia sempre in acciaio inox), che possono essere riposti in pochissimo spazio. 
  • Se invece necessiti di tagliare anche alimenti duri (salumi stagionati, formaggi duri...) o di usarle molto spesso, è preferibile scegliere affettatrici di maggiore potenza (140-180 W) e con lama e materiali di maggiore qualità; si tratta però di apparecchi mediamente più ingombranti, oltre che ovviamente più costosi. 
  • Anche utilizzando affettatrici potenti è comunque consigliabile non superare i 10 minuti consecutivi di utilizzo, per non surriscaldare troppo il motore. 
  • La potenza del motore elettrico dell’affettatrice, seppure importante, non è l’unico parametro che influisce sulla qualità dell’affettatura: anche la solidità strutturale e soprattutto la qualità della lama incidono: ricordati che la lama deve essere sempre in acciaio inox e ben rettificata (affilata).


Un sempio di affettatrice elettrica
Un sempio di affettatrice elettrica

Altri fattori da considerare

  • Diametro della lama: varia dai circa 16-17 cm dei modelli elettrici compatti (come quelli pieghevoli) fino agli oltre 30 cm dei modelli più grandi. Un diametro maggiore consente di tagliare anche alimenti di grosse dimensioni (in particolare prosciutti).
  • Dimensioni: le affettatrici elettriche sono apparecchi piuttosto pesanti ed ingombrati (fatta eccezione per i modelli più economici, come quelli pieghevoli in plastica). Quindi, prima di acquistare un’affettatrice tieni conto dello spazio che hai a disposizione. 
  • Spessore del taglio: è regolabile mediante un selettore manuale. Lo spessore massimo impostabile può variare da modello a modello tra i 14 e i 20 mm. 
  • Sicurezza: alcuni modelli sono dotati di un “blocco” di sicurezza del pulsante di accensione, importante soprattutto se ci sono in casa dei bambini.
  • Prezzi: le affettatrici con struttura in plastica possono essere acquistate a prezzi più economici compresi tra i 25 e i 55 euro. Per i modelli con struttura in alluminio, i prezzi dei prodotti variano mediamente tra i  40 e i 300 euro a seconda della potenza e della solidità della macchina, nonchè della qualità della lama – in alcuni modelli anche con affilatoio per poterne prolungarne la durata. I prodotti professionali, invece, arrivano a costare anche più di 1.000 euro. 
Bistecchiere elettriche

Le bistecchiere elettriche consentono una cottura rapida e dietetica di carne, pesce e verdure. Ne esistono in commercio numerosi modelli che si suddividono principalmente in due tipologie: bistecchiere elettriche (vere e proprie) e barbecue elettrici.

Un esempio di bistecchiera elettrica
Un sempio di bistecchiera elettrica

Bistecchiere elettriche

Sono costituite da una o due piastre di cottura, solitamente in alluminio rivestito con un materiale antiaderente, ma è possibile trovare anche modelli con piastra in pietra, in ceramica o in vetroceramica. La cottura avviene per contatto diretto dell’alimento con la piastra che viene portata elettricamente ad alta temperatura.

  • La superficie antiaderente delle piastre è utile per una cottura senza aggiunta di grassi e per  facilitare la pulizia.
  • Nella maggior parte delle bistecchiere a due piastre, la seconda può essere aggiunta alla prima (aumentando quindi la superficie di cottura disponibile), ma anche per cuocere o scaldare gli alimenti anche da sopra (un po’ come accade in un tostapane) aumentando quindi la velocità e l’uniformità del risultato. In alcuni modelli è anche possibile regolare le due piastre a temperature diverse oppure bloccare la piastra superiore in posizione sollevata in modo da non toccare gli alimenti, per una cottura "tipo forno”.
  • La maggior parte dei modelli sono dotati di un sistema di drenaggio dei grassi e di una vaschetta che raccoglie il grasso rilasciato dagli alimenti in cottura.
  • Piastre rimovibili lavabili in lavastoviglie sono preferibili perché più facili da pulire. Se non le metti in lavastoviglie puoi metterle in ammollo in acqua calda e bicarbonato per facilitarne la pulizia.
  • Alcuni modelli sono dotati di termostato e spia luminosa che indica il raggiungimento della temperatura voluta.
  • Da valutare prima dell’acquisto anche la dimensione delle piastre e l’ingombro sia dell’apparecchio chiuso sia quando si usano contemporaneamente le due piastre.
  • I prezzi vanno dai 10-30 euro dei modelli più piccoli, meno potenti (700-800 W) e con meno funzioni, fino a un massimo di 150 euro per i modelli più grandi, più potenti (potenza massima di 2.400 W) e con un maggior numero di funzioni di cottura. Una potenza maggiore consente di portare le piastre in temperatura in meno tempo e di mantenere la temperatura elevata durante la cottura, cuocendo gli alimenti in meno tempo.
Un esempio di barbecue elettrico
Un esempio di barbecue elettrico

Barbecue elettrici

Sono costituiti da una resistenza elettrica a serpentina e da una griglia sovrastante, sulla quale posizionare gli alimenti; in alcuni modelli la griglia è doppia e può essere ruotata con gli alimenti al suo interno, in modo da facilitare la cottura su entrambi i lati. Nei barbecue elettrici il calore viene tramesso agli alimenti principalmente per irraggiamento, rendendo la cottura un po’ più simile a quella dei barbecue tradizionali, anche se l’assenza di brace impedisce agli alimenti di assumere i relativi aromi.

  • Sono muniti di una vaschetta che raccoglie il grasso che cola dalla carne durante la cottura; In questa vasca, prima di inziare la cottura, è possibile anche versare dell’acqua per limitare la produzione di fumi del grasso colato. 
  • Alcuni prodotti sono dotati di coperchio; in questo modo la carne rimane più morbida e meno asciutta. 
  • Pulizia: la griglia, una volta raffreddata, può essere pulita innanzitutto con una spazzola dura, poi strofinata con una spugna imbevuta con acqua e bicarbonato (nel caso di sporco più ostinato anche con uno sgrassatore) e poi sciacquata abbondantemente e asciugata. La vaschetta raccogli-grasso è da pulire rigorosamente dopo ogni utilizzo, una volta raffreddatasi. La resistenza a serpentina, una volta raffreddata e rimossa (laddove possibile) può essere pulita con un panno umido.
  • Per quanto riguarda i prezzi, sono mediamente più cari rispetto alle bistecchiere, in particolare per i modelli più piccoli e meno potenti (700-800 W) che possono costare dai 15 ai 100 euro, mentre il prezzo massimo è 160 euro per i modelli più grandi e potenti (fino a 2.400 W di potenza).

Centrifughe, spremiagrumi, estrattori di succo

A chi li consigliamo

Questi apparecchi hanno un’unica funzione per cui il loro acquisto è giustificato solo da un uso frequente e continuativo, quasi quotidiano. Non sono apparecchi pesanti da spostare, ma è molto probabile che non verranno usati molto se non sono già posizionati attaccati alla presa e pronti sul bancone della cucina: valuta se hai lo spazio adatto. 

Centrifuga. Poiché è sempre consigliabile il consumo di frutta e verdura fresche e intere per un maggior consumo di fibre, questo tipo di apparecchi potrebbero essere utili solamente come incentivo a consumarne di più se non ne mangi abbastanza o come alternativa se consumi molti succhi di frutta confezionati che sono ricchi di zuccheri aggiunti. Se sei un appassionato di questo tipo di bevande, potrai dilettarti a creare ricette particolari abbinando diversi gusti di frutta e verdura. Se hai già un robot da cucina, controlla se puoi acquistare solo l’accessorio per la centrifuga. 

Spremiagrumi. E' utile se ti capita di cucinare ricette in cui ad esempio è richiesto il succo di più limoni o se ti prepari spesso la spremuta di arance in inverno. La scelta di uno manuale, se non se ne fa un utilizzo massiccio, è più conveniente e a minor impatto ambientale.

Succhi di frutta

Se si vogliono invece fare succhi di frutta e verdura, ci sono due possibilità: con una centrifuga o con un estrattore di succo.

  • Nella centrifuga si inserisce la frutta o la verdura direttamente con la buccia; l'apparecchio estrae soltanto la parte liquida attraverso un disco che ruota e gratta la polpa. Alla fine dell'operazione rimane separata la parte solida (bucce, semi, scarti di polpa) che si può buttare.
  • L’estrattore funziona in modo simile alla centrifuga, ma lavora a un numero di giri inferiore (ruota meno velocemente), quindi produce meno calore: per questo si parla anche di spremitura a freddo che secondo alcuni esperti migliora il gusto e le proprietà del prodotto.
Un esempio di centrifuga
Un esempio di centrifuga