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Argentina & Co 17 anni fa - lunedì 7 maggio 2001

ARGENTINA & CO

Ho in portafoglio due emissioni obbligazionarie argentine in euro che scadono nel 2005 che è mia intenzione mantenere fino a scadenza. Vista l'attuale situazione del Paese, rischio di non rivedere più i miei soldi? Si è mai verificato il caso in cui un Paese non abbia pagato le cedole o addirittura non abbia restituito il capitale a scadenza?

Pesa la crisi mondiale

· I maggiori enti – Moody, Standard & Poor, Fitch,… – che esprimono giudizi sul grado di affidabilità delle società (i cosìddetti rating) forniscono valutazioni anche sui vari Stati. Negli ultimi mesi sono stati numerosi i casi di declassamento – cioè di abbassamento del rating – soprattutto di Paesi emergenti, quali Argentina, Turchia, Indonesia, Filippine e Repubblica Ceca. Il deterioramento dello scenario economico mondiale in atto finisce infatti con l'avere ripercussioni anche sul debito dei vari Paesi emittenti.
· Il grado di rischio associato a uno Stato sarà tanto più elevato quanto maggiore è la sua posizione debitoria verso l’estero e minore la sua disponibilità di liquidità. Attualmente inoltre, ha un ruolo significativo anche la minore o maggiore esposizione del sistema economico del Paese verso gli Stati Uniti, visto il forte rallentamento in atto negli Usa, e verso i settori elettronico e delle telecomunicazioni, considerati i problemi che questi stanno attraversando. Fortunatamente sono pochi gli Stati per i quali sussistono tutte queste caratteristiche insieme. Per esempio, i Paesi dell’Est asiatico – quali Corea, Thailandia e Filippine – hanno un’economia molto legata al settore tecnologico, ma la loro situazione debitoria non è preoccupante. Mentre i Paesi del Sud America hanno sì un alto livello di indebitamento, ma le loro economie non sono legate né al settore tecnologico né, Messico a parte, agli Stati Uniti.

La scommessa Argentina

· Nel caso particolare dell’Argentina – e anche della Turchia, che insieme detengono più di un quarto del debito dei Paesi emergenti – a aumentarne il grado di rischio contribuisce anche l’instabilità politica del Paese. Il declassamento del debito argentino avviene infatti in seguito al cambio del terzo ministro dell’economia in poco meno di un mese. L’assenza di una solida base politica si traduce nella mancanza di un coerente programma economico che permetta al Paese di raggiungere quegli obiettivi di finanza pubblica necessari per ottenere i finanziamenti del Fondo Monetario Internazionale. L’inevitabile crollo di fiducia che si innesca si riflette in un aumento del costo del debito: per il Paese sarà sempre più difficile trovare qualcuno disposto a prestargli del denaro: riuscirà perciò a finanziarsi solo a tassi elevati. Ecco spiegate le cedolone – e gli alti rendimenti offerti da obbligazioni di questi emittenti.
· Attualmente il nuovo ministro dell’economia argentino si sta dando da fare per risollevare le sorti del Paese. Ha recentemente presentato un’ingente manovra fiscale che prevede tagli alla spesa e il conseguimento di nuove entrate. Inoltre è in discussione la possibilità di abbandonare la parità fissa del peso – la moneta argentina – con il dollaro statunitense e di legarla invece a un valore medio tra l’euro e la valuta statunitense. Difficilmente l'Argentina non rimborserà i propri titoli, per cui le consigliamo di mantenere quelli in suo possesso. Più verosimile è che non riesca a pagare le cedole o le paghi in ritardo. La probabilità che L'Argentina non riesca uscire dalla crisi è molto bassa, quindi riteniamo che col tempo le cose si sistemeranno. Ragioni prudenziali ci spingono a consigliare, a tutti coloro che non hanno ancora acquistato titoli emessi dall'Argentina, di starne alla larga.

MONTAGNE RUSSE…IN ARGENTINA


Le recenti vicissitudini economiche e l’instabilità politica del Paese stanno avendo ripercussioni anche sui tassi a breve argentini.

CHI NON HA PAGATO

L'ipotesi di insolvenza di un emittente non è così remota. Tralasciando tutte le moltissime imprese private e limitandoci agli Stati, gli ultimi esempi riguardano il Perù, la Russia e l’Ecuador.

 

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