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Sono arrivati i concambi!

14 anni fa - lunedì 19 luglio 2004

Parmalat è andata a gambe all’aria da oramai sette mesi, l’amministrazione straordinaria è in corso da dicembre, e ancora non è stato pubblicato il bilancio del 2003, ma dopo tanta attesa, la scorsa settimana la società si è data la pena di annunciare i concambi (pomposamente definiti nei comunicati stampa come recovery ratio) con cui gli obbligazionisti riceveranno azioni della nuova Parmalat in cambio dei loro vecchi bond. Ma, visto che siamo di fronte a una vicenda intricata, andiamo per gradi.

I forzati della conversione

· Il Parmacrack ha coinvolto molti risparmiatori – si parla di 85.000 persone – sia obbligazionisti, sia azionisti. Gli amministratori straordinari hanno deciso che chi era azionista – e quindi proprietario, giacché le azioni sono un titolo di proprietà, della vecchia Parmalat – non riceverà nulla; chi era obbligazionista – e quindi creditore, le obbligazioni sono, infatti, un prestito fatto a Parmalat – sarà risarcito diventando azionista – quindi proprietario – della nuova Parmalat che nascerà dalle ceneri di quella vecchia. Come? Convertendogli forzatamente le obbligazioni in azioni secondo un rapporto di cambio reso noto mercoledì scorso e di cui vi diciamo tra poco.

· Ovviamente non tutti sono costretti a questa conversione di crediti in azioni: sono esclusi i fornitori di Parmalat e sotto certe condizioni le banche che riceveranno, invece, denaro sonante.

Che cosa propone la nuova Parmalat?

· La proposta di conversione delle obbligazioni in azioni passa attraverso una serie di calcoli che sono stati fatti da parte degli amministratori straordinari – e che attendono ancora l’approvazione del ministero – basati sui dati patrimoniali delle varie società della galassia Parmalat che hanno emesso obbligazioni. I dati patrimoniali in questione, visto che non è stato ancora reso noto neppure il bilancio 2003, sono per ora appannaggio di una ristretta cerchia di fortunati: gli amministratori e il ministro che deve approvare il piano Parmalat.

· Questi famosi concambi li trovate nella tabellina Quanto riceveranno i creditori di Parmalat? Qui di seguito vi spieghiamo come utilizzarli attraverso un paio di esempi. Poniamo che abbiate 5.000 euro di obbligazioni Parmalat Finanziaria Spa, come potete notare avete diritto a un "rimborso" dell’11,3%. In pratica vi verranno date 565 azioni (= 5.000 x 11,3%) della nuova Parmalat (chiamata nei documenti ufficiali, se vi capitasse di spulciarli, con il nome Assuntore) più 500 warrant – il warrant è un titolo che da diritto a sottoscrivere un’azione –, ossia un warrant per ogni azione, fino a un massimo di 500 warrant.

· Secondo esempio. Poniamo che abbiate 1.000 euro in obbligazioni Parmalat Finance Corporation BV.

QUANTO RICEVERANNO I CREDITORI DI PARMALAT?

Società che ha emesso le obbligazioni

Percentuali di rimborso in azioni per ogni obbligazione

Diret-tam.

Per garanzia di

Totale

Parm.

Parfin.

Parmalat Finanziaria Spa

11,3%

-

-

11,3%

Parmalat Spa

7,3%

-

-

7,3%

P. Capital Netherlands BV

0%

-

11,3%

11,3%

Parmalat Soparfi SA (*)

26,9%

7,3%

-

34,2%

P. Finance Corporat. BV

4,6%

7,3%

-

11,9%

Parmalat Netherlands BV

2,3%

7,3%

11,3%

20,9%

Il "rimborso" totale è la somma del rimborso diretto più quello delle società – Parmalat (Parm.) o Parmalat Finanziaria (Parfin.) – che sono garanti del prestito. Esempio di lettura della tabella: chi ha 10.000 euro di Bond Parmalat Netherlands BV ha diritto a 10.000 x 20,9% = 2.090 azioni della nuova società Parmalat più 500 warrant Parmalat – si ha diritto a 1 warrant per ogni azione fino a un massimo di 500.

NB (*): Al Bond Parmalat Soparfi 6,126 2032 spetta solo il 26,9%.

In questo caso vi verrà "rimborsato" il 4,6%, ma visto che il debito di questa società era garantito da Parmalat a ciò dovete aggiungere un altro 7,3% di "rimborso" per un totale dell’11,9%. In pratica ogni 1.000 euro di obbligazioni avrete 119 azioni della nuova Parmalat più 119 warrant.

Che cosa non va in questa proposta?

· Innanzitutto non sono ancora noti i bilanci, in cui si capiscono i motivi delle percentuali dei concambi (e ci tocca andare sulla fiducia).

· In secondo luogo manca il prezzo a cui sarà possibile acquistare le azioni esercitando i warrant. E il valore che potranno avere questi warrant dipende appunto da questo prezzo.

· In terzo luogo i vecchi azionisti sono stati del tutto dimenticati. Parmalat è morta e i loro diritti sono morti con lei. Beh, lo spirito della legge che il ministro Marzano ha messo in piedi proprio in occasione del crack Parmalat era quello di mantenere l’avviamento e, quindi, il valore della vecchia società. Se i vecchi azionisti scompaiono come tali, significa che l’azienda è proprio morta e defunta. Addio continuità col passato, ma allora lo spirito della legge è stato tradito.

· In quarto luogo, lo abbiamo già scritto ma lo ribadiamo, questa storia dei concambi differenziati a seconda della società che ha emesso i titoli ci fa storcere il naso non poco. Il risparmiatore aveva, infatti, acquistato bond Parmalat, pensando di investire in Parmalat tout court, e non nelle varie Parmalat Soparfi, Parmalat Netherlands e via dicendo. Che cosa ne poteva sapere di queste differenze tecniche?

 

COME ANDRÀ AVANTI LA PROCEDURA?

· I prossimi passi sono in primo luogo l’approvazione del ministro Marzano, in secondo luogo l’approvazione dell’assemblea dei creditori.

· Nel caso in cui i creditori siano suddivisi in più classi- risparmiatori, fornitori, banche- il piano sarà approvato con l'approvazione della maggioranza delle classi (in base al principio una classe un voto) e con il parere favorevole del tribunale.

 

MARZANO DACCI RETTA!

Caro Ministro, ti chiediamo di rinviare l’approvazione del piano di riassetto di Parmalat. In questo modo avrai il tempo di richiedere una perizia sulla reale consistenza degli attivi e passivi del gruppo Parmalat che ti permetterà di controllare che tutti i dati che ti sono stati comunicati siano veri.

In secondo luogo, caro Ministro, ti chiediamo di fare attribuire un warrant anche agli ex azionisti, così potranno rientrare in gioco pure loro. Inoltre ti chiediamo di prevedere una forma di riparazione dei creditori che non sia basata su complessi calcoli finanziari, ma su principi di equità e che porti, quindi, ad avere dei concambi che siano omogenei per tutti.

 

Che cosa dovete fare?

Per ora non molto, non siete chiamati ancora in causa, sta succedendo tutto al di sopra delle vostre teste e finché il ministro non dirà la sua – vedi riquadro Come andrà avanti la procedura? – non avrete voce in capitolo. Dopo, quando verrà il momento di votare, potrete dire la vostra. E il nostro consiglio, se non cambiano le cose, è di andare a votare contro il piano – i motivi li trovate nel riquadro Marzano dacci retta! E vi raccomandiamo di farlo perché per chi deciderà di non votare vale il principio del silenzio-assenso: in pratica il suo "non voto" verrà considerato come un sì al piano. Quindi per bocciare il piano occorrerà opporsi tutti insieme, massicci e compatti!

 

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