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Tango bond... ancora in ballo

13 anni fa - venerdì 13 maggio 2005

TANGO BOND… ANCORA IN BALLO

Ancora domande sui contenuti e sulle modalità di presentazione della lettera (vedi Soldi Sette n° 640) da inoltrare alla banca per il risarcimento dei tango bond. Chiariamo ancora qualche vostro dubbio, ma, allo stesso tempo, vi consigliamo di non “complicarvi la vita”: la lettera serve solo per rimettere a zero il cronometro che oggi corre contro di voi.

 

· Ho obbligazioni argentine non ancora scadute. Posso ugualmente fare richiesta di risarcimento alla banca?

Anche i titolari di bond argentini non ancora scaduti possono utilizzare il fac-simile di lettera che abbiamo pubblicato. La dichiarazione di default è già di per sé una certificazione dell’incapacità di Buenos Aires di ripagare tutte le obbligazioni emesse.

 

· Ho acquistato tango bond nell’estate del 2001, ma non ricordo quale fosse il rating dei titoli a quella data. Posso inviare la richiesta di risarcimento?

Sì. Non è necessario indicare il rating dei titoli al momento del suo investimento, inoltre essi variano nel tempo con la solvibilità dell’emittente. L’Argentina  ne è un buon esempio. Nel 2000, Moody, uno degli enti di rating più importanti, aveva classificato i tango bond come B1. Da marzo a giugno 2001 li aveva passati a B2, declassandoli ancora a luglio a B3, per portarli dopo pochi giorni a Caa1.

 

· Come posso calcolare l’ammontare di interessi sul mio capitale investito?

Il calcolo è diverso a seconda che si sia incassata qualche cedola o meno. Se però teniamo conto che nelle sentenze che abbiamo avuto modo di esaminare, i giudici hanno sempre rivisto le modalità di tale calcolo e che la raccomandata serve solo per l’interruzione della prescrizione… non c’è ragione di rompersi la testa! Al più, aggiungete al capitale gli interessi legali decorrenti dal giorno in cui l’Argentina dichiarò il default. In breve moltiplicate quanto avevate investito per 1,094.

 

 

 

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