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Le ultime novità sul caso Parmalat 13 anni fa - lunedì 4 luglio 2005
Parliamo delle questioni legali negli Usa, di quelle di casa nostra e di ciò che accade sul fronte delle conciliazioni con le banche

 

LE QUESTIONI LEGALI NEGLI USA...

Ho letto che lo studio legale Milberg Weiss che si occupa della class action Parmalat negli Usa sta incorrendo in grane legali. È per caso lo studio di cui vi siete serviti voi?

· No, non si preoccupi, per la class action negli Usa ci siamo rivolti alla società Deminor che si sta servendo per la causa degli studi Spector Roseman & Codrof e Cohen Millstein Hausefeld & Toll. Allo studio Milberg Weiss Bershad & Shulema, che ha tentato, non riuscendoci, di diventare coordinatore della causa si è rivolta invece un'altra associazione.

· Detto questo, ci preme puntualizzare che abbiamo letto anche noi la notizia pubblicata sul Wall Street Journal per cui lo studio Milberg Weiss sarebbe accusato di irregolarità. Non sappiamo che peso abbiano queste accuse, tuttavia sappiamo che questo studio legale è molto attivo nelle class action. Il lavoro di Milberg Weiss e l'istituto della class action in generale han pestato i piedi a un sacco di gente: ci pare dunque verosimile che certe accuse si scatenino anche solo per vendetta o gelosia. Ciò che però ci sembra molto importante è che fin qui Milberg Weiss, irregolarità o meno, ha spesso ricevuto ragione da parte dei giudici. Il suo operato non è quindi in discussione, né tantomeno è in discussione il fatto che l'attività degli studi legali americani che si occupano di class action sia uno strumento prezioso per prevenire le truffe a danno dei risparmiatori. Magari l’avessimo anche in Italia!

...E QUELLE IN ITALIA 

Mentre negli Usa è uscita la notizia di presunte irregolarità da parte dello studio Milberg Weiss di cui abbiamo parlato qui sopra, in Italia il processo ai responsabili del Parmacrack ha visto patteggiare la maggior parte degli imputati.

· Il processo per aggiotaggio relativo al crack Parmalat si è concluso per undici imputati con i primi patteggiamenti. Le pene sono tutte inferiori ai due anni e mezzo, quindi può anche darsi che nessuno finisca effettivamente in carcere.

· In realtà l'effetto più dirompente dei patteggiamenti (che avevamo già segnalato in Soldi Sette n° 641 ) è che in caso di patteggiamento chi si è costituito parte civile, se desidera ottenere un risarcimento, dovrà ripartire da zero con una nuova causa civile.

· Noi prevedevamo un simile epilogo e ci siamo mossi per tempo seguendo altre vie più sicure – la class action negli Usa e le cause civili in Italia.

 

BANCA INTESA SI PREOCCUPA PER 4 GATTI

· Banca Intesa sembra intenzionata a far presente agli obbligazionisti Parmalat che hanno una procedura di conciliazione in corso per venire rimborsati al 100% per i titoli che Banca Intesa ha venduto loro che, qualora decidessero di votare la proposta di concordato Parmalat, il rimborso non potrebbe più avvenire al 100%. Il motivo è semplice: se uno vota il concordato i titoli vengono bloccati fino al termine della procedura di voto (se restassero trasferibili con lo stesso titolo potrebbero votare più persone in tempi diversi). Se il titolo è bloccato, in caso di successo della conciliazione la banca non lo può più ritirare per venderlo sul mercato. In questo caso potrebbe quindi restituire solo la differenza tra il 100% del valore del titolo e quanto avrebbe guadagnato rivendendo il titolo sul mercato, per cui se il titolo quota a 15, la Banca compensa il mancato guadagno della vendita sul mercato pagando solo l'85% del suo valore (100-15).

· Il ragionamento non fa una grinza, ma ci fa sorridere. Fin qui le conciliazioni che sono andate in porto con restituzioni al 100% sono state rarissime. Lo scrupolo sembra analogo al problema degli attacchi da squalo bianco a Riccione. Ce n’è anche stato uno. Era il 1963!

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