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La Casa rosada si tinge di... rosa? 10 anni fa - lunedì 22 ottobre 2007
L'Argentina andrà alle urne domenica prossima per eleggere il nuovo presidente che siederà alla Casa rosada. La grande favorita è Cristina Fernàndez de Kirchner moglie dell'attuale presidente. Cambierà qualcosa per i sottoscrittori di bond argentini?

· Due settimane fa l'attuale presidente argentino Nestor Kirchner ha dichiarato che l'Argentina intende accordarsi con i Paesi del Club di Parigi (vedi riquadro) per ripagare circa 6 miliardi di debiti non pagati.

· Sua moglie Cristina Fernàndez, candidata alla sua successione e data per favorita, avrebbe confermato l'intenzione di accordarsi col Club di Parigi, anche se non sembra intenzionata ad accettare interventi da parte del Fondo Monetario Internazionale.

· La linea poco flessibile adottata dall'Argentina nei confronti dei suoi creditori non è una novità: lo stesso ex ministro dell'economia Lavagna (anch'egli candidato alle elezioni) aveva recentemente fatto delle dichiarazioni poco incoraggianti sul ripagamento dei debiti argentini.

· Tuttavia molta di questa durezza si lega al periodo di elezioni: dopo domenica, senza più necessità di guadagnare i voti, il presidente eletto potrebbe essere chiamato a maggior realismo.

· D'altro canto i rapporti tra l'Argentina e i suoi creditori restano tutt'altro che sereni e Buenos Aires sta incassando una sconfitta dopo l'altra di fronte all'Icsid (il tribunale presso la banca mondiale a cui si sono rivolti i tangocreditori). In particolare l'Icsid ha recentemente rigettato la domanda di annullamento della condanna all'Argentina a pagare 133,2 milioni di dollari a Gas Transmission Company, ma non solo. Il 2 ottobre ha pure condannato Buenos Aires a risarcire 172 milioni di dollari a Sempra Energy in seguito al congelamento delle tariffe e alla trasformazione in pesos (la svalutata moneta argentina) dei proventi del contratto di concessione. Con queste sentenze le condanne comminate dall'Icsid all'Argentina arrivano a un miliardo di dollari.

· Il Club di Parigi è un gruppo di governi di Paesi creditori tra cui Usa, Francia, Gran Bretagna Germania, Giappone e Italia, che si riunisce informalmente per trovare soluzioni a situazioni di difficoltà e di insolvenza da parte di Paesi in via di sviluppo fortemente indebitati. Ad esempio tratta tempi e modalità di ripagamento dei debiti con l'estero di questi Paesi, in modo da ottenere pari trattamento tra i creditori.

· La prima riunione con un Paese debitore fu nel 1956 proprio con l'Argentina che allora incontrò i suoi creditori proprio nella Ville lumière. Da allora il Club di Parigi ha portato a termine circa 400 accordi. La sola Argentina dopo quella prima volta nel 1956 ha trattato col Club di Parigi altre 7 volte, l'ultima 15 anni fa.

· A far sperare in un ammorbidimento di Buenos Aires oltre alle numerose batoste giudiziarie concorre pure il fatto che la situazione economica è oggi assai migliorata rispetto a quando dichiarò bancarotta nel dicembre 2001. Al di là della crescita economica elevata (+8,6% a luglio 2007 rispetto a luglio 2006) i conti dello Stato nei primi 8 mesi del 2007 hanno registrato un avanzo di circa 6 miliardi di dollari americani, e le riserve valutarie nelle casse della banca centrale ammontavano a 43 miliardi di dollari Usa.

· In poche parole al Paese sudamericano non mancano le risorse per essere meno avaro coi creditori. Finora è mancata la volontà politica. Dopo le elezioni... si vedrà.

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