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I Bondisti Alitalia scaldano i motori 9 anni fa - venerdì 7 novembre 2008
Alitalia è in amministrazione straordinaria: che cosa devono fare gli obbligazionisti per tutelare i loro diritti di fronte al tribunale fallimentare? Per ora nulla: sarà il loro rappresentante a presentare entro il 16 novembre la richiesta di ammissione al passivo.

· Sarà, l’avvocato Gianfranco Graziadei , il rappresentante comune degli obbligazionisti, una figura prevista dalla legge a presentare la richiesta di ammissione al passivo per tutti, ma spetterà poi al singolo risparmiatore (entro data da stabilirsi, ne riparleremo) a inviare al Tribunale di Roma la documentazione della banca che attesta il possesso di obbligazioni Alitalia. In particolare il risparmiatore insieme alla documentazione della banca dovrà specificare cognome e nome; codice fiscale, eventuale partita Iva e il domicilio eletto in Roma (cioè un luogo, ad esempio lo studio di un avvocato, presso cui far arrivare le comunicazioni del tribunale). Non spaventatevi, sembra una cosa molto scomoda, ma se abitate fuori Roma o non avete un avvocato nella città eterna basterà fornire un indirizzo e-mail o un numero di fax. In mancanza di questi sarà sempre possibile telefonare alla cancelleria del tribunale per avere informazioni. Vi ricordiamo inoltre che molte notizie su Alitalia sono disponibili al sito alitaliaamministrazionecontrollata.it.

· Quanti soldi verranno in tasca agli obbligazionisti? Difficile dirlo: se la vendita ad Air France ne comportava di fatto il rimborso, ora dipende da quanto resterà in cassa ad Alitalia dopo la vendita a Cai dei gioielli di famiglia. Cai dovrebbe mettere un miliardo di euro tra contante e debiti che si accolla. Poi restano altre attività minori da vendere. Al 30 settembre la posizione finanziaria netta (cioè quanto deve la società ai creditori "finanziari") era di circa 1,2 miliardi di euro. Tuttavia questi non sono gli unici debiti di Alitalia. Nel bilancio 2007 erano presenti, ad esempio 140 milioni di Tfr, 25 milioni di debiti col fisco 630 milioni di debiti commerciali e 550 milioni di debiti vari (biglietti prepagati, debiti verso agenti di viaggio e via dicendo). Ipotizzando che la situazione non sia cambiata da allora quando si fa la somma e si tiene conto che molti di questi debiti vengono pagati prima di quelli verso gli obbligazionisti, il rischio di restare a secco è alto.

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