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Lehman: accettare o no la proposta di Unicredit? 9 anni fa - venerdì 6 febbraio 2009
Dopo qualche mese dal dissesto della banca d’affari statunitense facciamo il punto sulla situazione e sulla proposta di Unicredit ai clienti rimasti coinvolti.

Una situazione ancora in piena evoluzione

· Era settembre 2008 quando i mercati finanziari sono stati travolti dal dissesto della Lehman Brothers che ha coinvolto anche molti risparmiatori italiani.

· A distanza di qualche mese, è ora di tirare le fila su cosa c’è da fare per cercare di recuperare i capitali “bruciati”. Ve ne abbiamo parlato già la scorsa settimana (vedi la nostra analisi); per maggior comodità, vi riassiumiamo qui di seguito i punti salienti prima di passare a parlare della proposta di Unicredit.

· Punto primo: contattateci. Sul sito di Altroconsumo (www.altroconsumo.it) trovate un questionario che potete compilare per farci sapere quali sono i titoli in vostro possesso; già in molti ci avete risposto, chi non lo avesse fatto è ancora in tempo.

· Punto secondo: far causa alle banche? Se l’intermediario che vi ha venduto i titoli non ha adempiuto a tutti i suoi doveri di correttezza e informazione, il contratto può essere dichiarato nullo: la banca dovrebbe riprendersi i titoli, e voi i vostri soldi. Per verificare se esiste questa possibilità occorre però analizzare il contratto di acquisto e il questionario Mifid (il documento che la banca dovrebbe avervi fatto firmare dopo aver verificato il vostro grado di conoscenza dei mercati finanziari): inviateceli all’indirizzo lehman@altroconsumo.it. Non fatevi comunque troppe illusioni, dai documenti che abbiamo analizzato fino a oggi le possibilità in questo senso sono scarse: molte banche si sono “tutelate” facendovi firmare apposite clausole.

· Punto terzo: rivalersi sulla stessa Lehman. Le società che hanno emesso i titoli in circolazione in Italia sono la capogruppo statunitense Lehman Brothers Holding Inc e la controllata olandese Lehman Brothers Treasury Co BV; nella maggior parte dei casi, i bond nati in Olanda sono garantiti anche dalla capogruppo, quindi potete rivalervi su entrambe le società. Lehman Brothers Holding Inc. ha avviato una procedura chiamata Chapter 11, che mira a riorganizzare l’attività e a trovare un accordo con i creditori; questa procedura prevede che i creditori della società “si facciano vivi” vantando il proprio credito tramite l’insinuazione al passivo. Per ora, tuttavia, i giudici americani non hanno ancora definito modalità e scadenze. Anche per la società olandese, sottoposta a procedura fallimentare, è presto per conoscere termini e condizioni dell’insinuazione al passivo: sul sito www.lehmantreasury.com potete però iscrivervi a una mailing list per essere costantemente informati. Basta mandare una e-mail a info.lbtreasurybv@houthoff.it indicando i vostri dati anagrafici, le caratteristiche del titolo, il codice Isin, la banca che vi ha fatto da intermediario...

La proposta di Unicredit: aiutateci a valutarla

· Dopo il crack molte banche si sono lanciate in dichiarazioni rassicuranti sulla volontà di “venire incontro” ai clienti; tra queste Unicredit. Purtroppo, però, le informazioni a nostra disposizione sono ancora poche per valutare la “bontà” dell’offerta.

· Unicredit offre ai sottoscrittori di polizze con “sottostante” Lehman due possibilità: ottenere subito il 50% del premio versato mantenendo la polizza vecchia e quindi la possibilità di rivalersi su Lehman (si può sperare di portare a casa un altro 20-25% tra qualche anno) oppure trasformare la vecchia polizza in una nuova che garantisce, alla scadenza del 2012, il recupero di tutto il premio versato.

· Due alternative che, a prima vista, non sono da scartare: qualche perdita è da mettere in conto, ma in contropartita si evitano le difficoltà e i rischi di un giudizio. Non è però il caso di precipitarsi ad accettare: aspettate e inviateci la documentazione che vi hanno proposto. Potremo così valutare tutti i termini dell’operazione.

· Le incognite ancora aperte sono infatti numerose: ad esempio, l’accettazione della proposta pregiudica la possibilità di far causa alla banca? O ancora: il “premio versato” comprende anche i caricamenti, cioè le spese pagate al momento della sottoscrizione? Considerando che in genere queste spese si aggirano intorno al 5%, non è una questione da poco. Infine, un altro elemento molto importante da valutare sono le eventuali cedole che avete incassato finora: verranno infatti “defalcate” dal capitale che vi verrà ripagato tra tre anni.

· Aiutateci a dissipare questi dubbi: inviateci all’indirizzo lehman@altroconsumo.it le condizioni generali della nuova polizza che vi hanno proposto, il contratto che avevate originariamente sottoscritto, l’eventuale liberatoria che vi hanno chiesto di firmare. Alla luce di queste nuove informazioni potremo confermare (o perché no, smentire) la nostra prima opinione sulla proposta.

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