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Lehman: la vostra banca vi ha scritto? 9 anni fa - venerdì 11 settembre 2009
Se siete obbligazionisti Lehman, nei prossimi giorni potreste ricevere dalla banca una comunicazione relativa alla causa negli Usa: ecco cosa fare.

· Se siete obbligazionisti della società Usa Lehman Brothers Honding Inc o detentori di obbligazioni dell’olandese Lehman Brothers Treasury Co. BV garantite dalla capogruppo americana, dalla vostra banca potrebbero essere in arrivo novità per voi.

· A fine luglio (vedi Soldi Sette n° 847) vi avevamo invitato a verificare se la vostra obbligazione rientra in una specifica lista, che trovate sia sul sito www.lehman-docket.com sia sul nostro sito www.altroconsumo.it/finanza alla sezione L’opinione.

· Per queste obbligazioni, il Tribunale Usa ha stabilito che non è necessario che ogni singolo investitore presenti una insinuazione al passivo (la procedura per far valere i crediti nei confronti della società): la banca può presentare una richiesta collettiva per tutti i propri clienti. Per questo l’Abi, l’associazione bancaria italiana, sta inviando alle banche delle indicazioni sulle modalità pratiche da seguire.

· Affinché la banca possa agire per vostro conto occorre il vostro consenso, perlomeno tacito: dovreste perciò ricevere, in questi giorni, una lettera della vostra banca. Lettera a cui, tuttavia, vi suggeriamo di non rispondere. Ecco perché.

· La maggior parte degli istituti di credito dovrebbero attenersi alla lettera-tipo predisposta dall’Abi. In questa sorta di facsimile della lettera che riceverete, l’Abi ha scelto la formula del silenzio-assenso: se non comunicate niente, la banca presenterà l’insinuazione al passivo per conto vostro.

· Se invece volete fare da soli dovete mandare un’esplicita risposta alla vostra banca entro breve termine (nella lettera-tipo l’Abi indica il 30 settembre) comunicandole di non accettare di essere rappresentati da lei. In questo caso dovrete però sobbarcarvi l’onere di inviare la documentazione al tribunale Usa entro il 2 novembre.

· Secondo noi non ne vale la pena: il nostro consiglio è di lasciar fare alla banca, che (sempre stando alla lettera-tipo suggerita dall’Abi) non dovrebbe farvi pagare nessun costo per questo “servizio”. Il vero costo che vi trovate a pagare, semmai, è una sorta di “fedeltà forzata” alla vostra banca, finché la procedura concorsuale non sarà terminata (e per quanto i tribunali Usa siano più “veloci” dei nostri, si tratta comunque di tempi lunghi).

· E se invece non ricevete nessuna comunicazione? Vi consigliamo di informarvi al più presto presso la vostra banca: se fanno orecchie da mercante, insistete perché si adeguino alle indicazioni dell’Abi presentando la documentazione per conto vostro.

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