News
Botte da orbi sul ring di Buenos Aires 8 anni fa - venerdì 15 gennaio 2010
L'Argentina prosegue col progetto di ristrutturazione del debito, ma per farlo ha bisogno di "spillare" soldi dalle riserve della sua Banca centrale, manovra poco ortodossa che sta creando guai. Meglio cosi', perche' i creditori italiani da un rinvio di qualche mese della ristrutturazione hanno solo da guadagnare.

· Il governo argentino, forte di 48 miliardi di dollari di riserve nelle casse della Banca centrale vuole incamerarne circa 6,5 per garantirsi liquidità sufficiente a gestire i suoi debiti per tutto il 2010 e a lanciarsi nella ristrutturazione dei debiti ancora in pendenza (ristrutturazione di cui sono in attesa anche i creditori italiani). 

· L'idea in sé non è insensata: 48 miliardi di riserve sono probabilmente ben oltre quanto serve all'Argentina per tenere stabile il cambio della propria valuta, quindi il trucco di prelevarli dalle casse della Banca centrale e metterli nelle tasche del governo non è privo di senso.Tuttavia è una manovra "poco ortodossa" che rischia di rovinare il Paese più di quanto lo aiuti. Infatti se da un lato con quei soldi l'Argentina può facilitare il suo ritorno ai mercati del credito che la snobbano da quando è insolvente, da un altro lato ha generato un conflitto con il governatore della Banca centrale che quei soldi non li vuole mollare.

· In ogni Paese giudicato affidabile la Banca centrale è indipendente e può dire no al governo, ma la Presidente argentina Cristina Fernandez ha scelto le maniere forti destituendo il riottoso governatore. Non poteva (ovviamente) farlo e un tribunale lo ha reintegrato nel suo ruolo, per cui il governo argentino si è ritrovato di nuovo al punto di partenza.

· I riflettori di mezzo mondo sono puntati su questa lotta che sta suscitando anche l'ironia di molti osservatori (The Economist ha scritto che il governo di Cristina Fernandez ha sviluppato un appetito insaziabile per i soldi altrui), ma altre grane sono sullo sfondo. Un giudice Usa, ad esempio, ha disposto il sequestro a favore dei creditori di una piccola somma depositata negli Stati Uniti dalla Banca centrale argentina ora percepita non più come una entità distinta a sé, ma come l'alter ego del governo argentino.

· Comunque vadano le cose questa situazione potrebbe venire a vantaggio dei creditori italiani. Sta rinviando, infatti, la rinegoziazione del prestito argentino la cui apertura era prevista in questo periodo. E a questo punto sarebbe bello che lo stallo durasse fino a primavera, in modo da arrivare alle prossime sentenze del processo internazionale di fronte all'Icsid che vede i risparmiatori contrapposti all'Argentina, sentenze che avranno un loro peso nella valutazione se partecipare alla rinegoziazione del debito, ma che in caso contrario rischiano di arrivare tardi.

condividi questo articolo