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L'Argentina offre nuovi bond

8 anni fa - venerdì 14 maggio 2010
L'Argentina ha finalmente lanciato la sua offerta ai tangodelusi: non e' molto diversa da quella fatta nel 2005, solo che a differenza di allora rischia di essere davvero l'ultima. Il nostro consiglio e' di aderire: sebbene abbiate tempo fino al 7 giugno per farlo vi conviene andare in banca il prima possibile, per evitare che le inefficienze del sistema bancario italiano vi complichino la vita.

L'Argentina ha finalmente lanciato la sua offerta ai tangodelusi: non è molto diversa da quella fatta nel 2005, solo che a differenza di allora rischia di essere davvero l'ultima. Il nostro consiglio è di aderire: sebbene abbiate tempo fino al 7 giugno per farlo vi conviene andare in banca il p0rima possibile, per evitare che le inefficienze del sistema bancario italiano vi complichino la vita.

L'Argentina ha finalmente lanciato un'offerta a tutti i possessori di Tango bond (incluso chi aveva partecipato all'offerta del 2005) offrendo nuovi titoli secondo uno schema che dovrebbe avere un valore non troppo dissimile rispetto a quello della proposta di 5 anni fa, salvo il particolare che per la prima volta Buenos Aires si è detta disposta a pagare anche un po' di contanti. Poca roba è solo l'interesse (peraltro su tassi assai bassi) corrisposto per gli anni dal 31/12/03 al 31/12/09 ed è dedicato solo a quantitativi di bond non superiori ai 40.000 euro. Tuttavia sono circa 700 euro ogni 10.000 di investimento originale pagati sull'unghia.

Aderire o no all'offerta?

· Buenos Aires al solito si mostra avara. Tuttavia questi soldi sono pochi, ma certi. I soldi (molti di più) ottenibili in alternativa, proseguendo nella causa di fronte all'Icsid (una sorta di tribunale internazionale in seno alla banca mondiale) portata avanti dalla TFArgentina (l'ente di emanazione bancaria che si sta occupando della causa) sono al momento incerti. E anche la TFArgentina, un tempo assai convinta della bontà di una causa all'Icsid si è fatta quantomeno tiepida di fronte a questa prospettiva.

· La TFArgentina nella sua ultima nota a proposito dell'Icsid ha, infatti, fatto intendere che occorre ancora attendere fino alla fine del 2010 per sapere se l'Icsid si dirà competente (o meno) a trattare la causa di risparmiatori contro Buenos Aires. Ciò significa che si entrerà nel merito solo a partire dall'anno prossimo e di lì si dovrà decidere se, quando e quanto Buenos Aires dovrà pagare, secondo tempi biblici e con incertezze elevate. In più la TFArgentina nel suo ultimo incontro avuto con le organizzazioni dei consumatori (noi c'eravamo) nel delineare le possibilità di successo di fronte all'Icsid ha tenuto un profilo più basso rispetto al passato e ha fatto intendere che anche in caso di vittoria i soldi che già ora sono di sicuro sequestrabili ammontano a pochi spiccioli (105 milioni di dollari sui 18 miliardi e mezzo dei vecchi bond in circolazione). Se ne potrebbero trovare altri, ovvio, ma è una partita tutta da giocare.

· Accanto a tutto questo c'è da dire che l'offerta argentina che sta per uscire sarà probabilmente pure l'ultima che arriverà da parte di Buenos Aires, perché se nel 2005 la speranza di un insuccesso era alta (e infatti siamo qui di nuovo a parlarne), la speranza di un flop è oggi ai minimi, perché molti piccoli risparmiatori hanno ceduto i titoli che avevano e molti bond argentini sono finiti in mano a fondi che li hanno acquistati in saldo ed è, quindi, probabile un'adesione di massa da parte dei fondi stessi.

· Insomma, rispetto a 5 anni fa lo scenario è cambiato. Buenos Aires è stata effettivamente messa all'angolo come prevedevamo venendo ad aprire una nuova offerta su pressione dei mercati internazionali (quasi nessuno, a parte il presidente venezuelano Chavez, le ha prestato più soldi da allora). Tuttavia il fronte dei creditori, meno saldo che in passato, le sta offrendo una concreta possibilità di chiudere il contenzioso a condizioni più o meno simili a quelle del 2005. In più se nel 2005 l'arbitrato Icsid si presentava come una possibilità concreta, le lungaggini con cui si è protratto (purtroppo una dimissione per motivi di salute nella terna arbitrale ha fatto perdere molti mesi utili) lo hanno reso meno accattivante di allora.

· Per questi motivi, secondo il principio di pochi, maledetti, ma subito, vi consigliamo di accettare la proposta di scambio argentina (di cui trovate una descrizione nella tabella) chiedendo, per quanto possibile (il limite di 40.000 euro) le obbligazioni Par che almeno vi danno diritto ad ottenere subito un piccolo ristoro in denaro. Semmai abbiate l'accortezza di non firmare nessun documento in cui in cui promettete alla vostra banca di non farle causa per sue eventuali responsabilità.

· Chi avesse aderito all'offerta argentina nel 2005 può continuare a tenere i suoi vecchi bond e non partecipare all'offerta attuale che, come peraltro specificato nel prospetto, potrebbe non convenirgli.

· Aiutateci, infine, a raccogliere informazioni su quanti titoli argentini avete in mano compilando il questionario che trovate qui http://www.altroconsumo.it/asp/SmartInquiry/SmartInquiry.aspx?src=275173

 

OFFERTA ARGENTINA: LE CARATTERISTICHE PER CHI NON HA ACCETTATO QUELLA DEL 2005

Tipo di opzione

Par (1)

Discount

Valore in % (2) dei vecchi bond

100%

33,7% (3)

Anno di scadenza del titolo

31/12/2038

31/12/2033

Quantitativo massimo che è possibile richiedere

40.000 euro

Nessuno

Rimborso del capitale

20 rate semestrali dal 30/09/29

20 rate semestrali dal 30/06/24

Tasso di interesse annuo in denaro (per i bond in euro)

2,26% dal 30/9/09 al 30/3/19, 3,38% dal 31/3/19 al 30/3/29, 4,74% dal 31/3/29 al 31/12/38

7,82% (4) dal 31/12/09 (ma fino al 30/12/13 solo il 5,45% in denaro, il restante 2,37%  viene capitalizzato)

Corrispettivo per interessi non pagati negli scorsi anni per i bond in euro

743 euro ogni 10.000 di capitale (2).

919 euro (5) ogni 10.000 di capitale (2) pagati tra alcuni anni (6).

Altre assegnazioni

Titoli indicizzati al Pil argentino con scadenza entro il 15/12/2035: non danno capitale, ma solo cedole variabili in base all'andamento della ricchezza argentina (7).

NB: C'è uno 0,4% di commissioni (40 euro ogni 10.000). Le nuove obbligazioni non saranno fungibili con quelle emesse nel 2005. (1) soggetta a limiti di assegnazione: non più di 2 miliardi di dollari su tutta l'offerta, poi si va a riparto; (2) calcolata sul cosiddetto valore di scambio, ossia il valore di capitale non rimborsato al 31/12/2001 maggiorato dagli interessi maturati, ma non pagati fino a tale data; (3) si aggiunge una piccola quota di interessi per il periodo 31/12/03-30/12/09 pari al 25,23399% per i bond in euro, in totale fa il 42,2%; (4) sull'importo dei bond ricevuti; (5) 0,2726930 euro x 33,7% x 10.000; (6) Bond global 2017 in dollari Usa con tasso dell'8,75% annuo, il prezzo di emissione è da fissare ainsieme alla data di scadenza in questi giorni; (7) c'è un ammontare massimo che potrà essere distribuito nel corso degli anni, dopodiché il titolo Pil scadrà anticipatamente, per i titoli in euro è attualmente di circa 4.125 euro ogni 10.000.

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