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Il fondo salva-banche interviene su Banca Marche

3 anni fa - venerdì 9 ottobre 2015
I commissari straordinari di Banca Marche hanno alzato bandiera bianca e hanno chiesto aiuto al Fondo interbancario di tutela dei depositi.
In pratica, saranno tutte le banche italiane, in proporzione alle loro dimensioni, a farsi carico dei debiti della banca marchigiana per ben un miliardo di euro (questa la cifra che circola in queste ore, anche se ancora non è stata confermata ufficialmente).
Nella pratica, Banca Marche varerà un aumento di capitale che sarà sottoscritto dal fondo salva-banche; quest’ultimo diventerà così l’azionista di controllo. E non è il primo caso: qualche mese fa, anche Cassa di Risparmio di Ferrara ha varato un’operazione analoga per 300 milioni di euro, dopo che le perdite su crediti avevano azzoppato il suo capitale a soli 11 milioni di euro.
Per entrambe le banche l’intenzione è di “accompagnare” la banca verso il risanamento, per poi rivendere le azioni e uscire dal capitale. Ma non è un percorso facile: le pulizie di bilancio non sono, a nostro avviso, finite, e per Banca Marche c’è anche l’incognita delle autorizzazioni di Banca d’Italia e della Banca centrale europea, che ancora devono arrivare.
Ancora più complicata la situazione di Banca Etruria: i suoi commissari non hanno ancora richiesto l’intervento del fondo e il salvataggio potrebbe trasformarsi in una corsa contro il tempo. Dal 1° gennaio 2016 entra infatti in vigore la direttiva europea sul bail-in, e sarà molto più difficile, per il fondo, poter intervenire: a pagare dovranno essere prima di tutto azionisti, obbligazionisti e correntisti della banca prima di arrivare a un eventuale intervento “pubblico”.
Morale: per ora almeno due delle tre “grandi malate” tirano il fiato, ma i rischi non sono affatto scongiurati e alle prossime bufere ti ritroverai a pagare in prima persona. Continua a rimanere alla larga da azioni e obbligazioni di queste banche. Meglio evitare anche i conti correnti: è vero che in questo caso saresti coinvolto solo per la parte eccedente i 100.000 euro, ma considerato che non sono nemmeno i migliori sul mercato perché prendersi questi rischi?

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