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Salvata Banca Marche: alcune perplessità

3 anni fa - lunedì 23 novembre 2015
Questa domenica Governo e Banca d’Italia hanno formalmente messo un punto alla crisi di Banca Marche disponendone le modalità di salvataggio.
Questa domenica Governo e Banca d’Italia hanno formalmente messo un punto alla crisi di Banca Marche disponendone le modalità di salvataggio. La crisi di questa banca non è una novità, infatti è da tempo che su Altroconsumo Finanza ti diciamo di uscirne per via delle difficoltà in cui versava questo istituto. E questo pur incontrando qualche difficoltà in chi ne era coinvolto, perché per un risparmiatore non è molto bello lasciare un investimento quando si è già perso qualcosa. È un dato psicologico abbastanza comune e comprensibile, però ora che i nodi sono venuti al pettine risulta oggi ancor più evidente di come si tratti di un modo di ragionare pericoloso. Di fatto sono stati spazzati via gli azionisti e spazzati via gli obbligazionisti che avevano bond subordinati. Si sono salvati, invece, i bondisti senior e i correntisti.
 
Alcuni nodi in sospeso
Restano comunque alcuni nodi della vicenda che non sono chiari e che lasciano un po’ perplessi.
Primo nodo: il governo ha sbandierato che non ci sarà nessun aiuto della mano pubblica in questo salvataggio. Tuttavia risulta che la Cassa depositi e prestiti (quella dei buoni postali, una costola del ministero dell’economia che ne ha in mano l’80,1% del capitale) interviene comunque con le sue garanzie in una delle fasi della barocca procedura di salvataggio. Quindi gattopardescamente sembra tutto come prima: lo Stato in qualche modo è ancora coinvolto in prima linea.
Secondo nodo: il salvataggio di Banca Marche è avvenuto in compagnia con quello di altre tre banche (Carife, CariChieti e Popolare Etruria) e i debiti di tutti e quattro questi istituti di credito sono stati impacchettati insieme per essere venduti nella cosiddetta bad bank. Si parla di 8,5 miliardi di debiti venduti a 1,5 miliardi, con uno sconto di oltre l’82%. In genere in casi come questi lo sconto è solo il 70% (cioè la percentuale ripagata è intorno al 30%). Ci balla ben il 12% di differenza che va in tasca a chi acquisterà i debiti acquistando la bad bank. Perché non usare, invece, questi soldi per bondisti subordinati che sono, invece, rimasti a bocca asciutta?
L’ultimo nodo sono i prodotti di Banca Marche. Dicono che la nuova Banca Marche sia solida. Prima di consigliarti uno dei suoi conti vogliamo tuttavia vederci chiaro e leggere i conti nel dettaglio.
 
Un problema che viene da molto lontano
Non è comunque la prima volta che ti parliamo del problema dei salvataggi bancari.
Tutto è iniziato, infatti con la crisi bancaria di Cipro e con quella greca che ha comunque avuto un impatto su tutta l'Eurozona mettendo a rischio diverse banche e rendendo sempre più importante una piena comprensione della loro solidità.
Noi ci siamo mossi innanzitutto verso la creazione di una nuova metodologia di valutazione dei bond bancari  che integrasse la nostra metodologia tradizionale di valutazione delle obbligazioni . Quindi ci siamo mossi verso una analisi più serrata del rischio bancario che poi abbiamo via via integrato e ancora integreremo. 
Per approfondimenti sulle banche coinvolte nel salvataggio di questi giorni puoi vedere qui per Banca Marche e qui per Banca Etruria.

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