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Il tracollo in Borsa di Saras 7 anni fa - lunedì 25 luglio 2011
Saras è sbarcata in Borsa a maggio del 2006 e nel primo giorno di quotazione ha perso il 13%. Dopo pochi mesi la procura di Milano ha iniziato a indagare sull’operazione e nel luglio del 2009 ha iscritto nel registro degli indagati nove banchieri per falso in prospetto e aggiotaggio: in pratica, secondo la tesi della procura, il prezzo di quotazione era stato artificiosamente gonfiato, nascondendo alcune informazioni nei bilanci, per garantire un maggior incasso agli azionisti venditori. Noi stessi già a inizio 2007 ci eravamo resi conto di alcune cose che non tornavano nei bilanci, come potete leggere negli articoli qui in basso.
 
Nel maggio 2011, il giudice ha ritenuto, però, di procedere con l’archiviazione del processo penale, con una decisione che ha lasciato l’amaro in bocca: siccome tutti si rimpallano le responsabilità, non si può dire se qualcuno ha effettivamente omesso volontariamente informazioni importanti.
 
Non tutto, però, è perduto. Nella decisione, infatti, il giudice fa chiaramente riferimento a “…una colpevole superficialità, senz’altro sanzionabile sul piano civilistico…”.
 
Per questa ragione stiamo valutando la possibilità di una causa civile. Se avete azioni Saras vi invitiamo a scriverci all’indirizzo saras@altroconsumo.it. Diteci quando avete acquistato le Saras (se in sede di collocamento o successivamente – in questo caso diteci in quale periodo), quante azioni avete acquistato, il prezzo d’acquisto, se le avete ancora e se le avete vendute quando e a che prezzo. Grazie a tutti per la collaborazione.

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