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Banche in crisi: paga la banca! 4 anni fa - lunedì 13 gennaio 2014
Nel caso di default di una banca, preferisci pagare come cliente o come contribuente? Questo, in sintesi, quanto ti avevo chiesto qualche settimana fa. La tua risposta è stata: in nessuno dei due modi!
Il “vecchio” sistema, quello secondo cui le banche venivano sostanzialmente salvate dallo Stato, e quindi pagavi come contribuente, decisamente non ti piace: in meno di un quarto delle risposte che ho ricevuto hai scelto questa opzione. A prima vista, sembri più favorevole alla nuova normativa: in oltre la metà delle risposte mi hai infatti scritto che a pagare dev’essere il cliente. Ma molti di coloro che così hanno risposto hanno anche aggiunto che deve pagare… la banca e i suoi manager! Nelle tue risposte hai insistito molto sui comportamenti scorretti dei vertici bancari, o sugli errori di gestione: se il cliente paga, è solo perché ha riposto male la propria fiducia. Insomma, non vuoi pagare né come contribuente – già tartassato - né come cliente “oculato” che controlla a fondo a chi affidare i propri risparmi. E come darti torto? Attento, però: non sempre il default della banca è legato a comportamenti fraudolenti del management, e quella che ti appare come un’attività “speculativa” ha anche un ruolo “funzionale” nel tenere in vita l’economia e permetterne uno svolgimento ordinato: pensa a quello che è successo in Albania nel 1997, quando il fallimento di una serie di società finanziarie portò il Paese nel caos. Non voglio difendere le banche a tutti i costi: se i manager hanno colpe è giusto che ne sopportino le conseguenze. Ma se un’economia, come è capitato all’Europa negli ultimi anni, rallenta al punto tale che famiglie e imprese non sono in grado di restituire i prestiti, il default non è del tutto colpa della banca. L’importante è che le banche non tentino di nascondere quella che, ormai, è una realtà: sono più rischiose di prima, e i clienti (obbligazionisti in primis) devono esserne consci e, soprattutto, adeguatamente remunerati. Per questo, stiamo studiando una metodologia che ci permetta di non escludere più “in blocco” tutte i bond bancari, ma di selezionare quelli che offrono rendimenti sufficientemente alti da compensare il rischio. Ne approfitto perciò per chiederti ancora una volta un aiuto: secondo te, quanto devono offrire le obbligazioni bancarie per essere interessanti? Rispondimi tramite il sondaggio che trovi su www.altroconsumo.it/finanza. Grazie!

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