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Da dove vengono le stelle? un anno fa - martedì 6 giugno 2017
Scopri come abbiamo calcolato il giudizio sulla tua banca.
Stelle

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Due pilastri base

Il criterio principale su cui ci basiamo per attribuire il nostro giudizio di affidabilità sono due indicatori: il common equity tier 1 (Cet1 ratio) e il total capital ratio (gli stessi utilizzati dalle stesse autorità di controllo - la Bce e la Banca d’Italia - per monitorare la solidità patrimoniale delle banche). Entrambi rapportano il patrimonio della banca al totale degli impegni assunti, indicando in sostanza la capacità di far fronte a potenziali difficoltà.

 

Dagli indicatori alle stelle

Il primo passaggio è calcolare un punteggio che “riassuma” i due indicatori e che indichi quanto la banca ha “margini di manovra”. Un punteggio di 100 indica che la banca rispetta esattamente i criteri minimi imposti dalle autorità. Se il punteggio è inferiore a 100, la banca non rispetta questi livelli. Un punteggio superiore a 100, infine, indica che la banca è andata oltre il “minimo indispensabile”: un punteggio di 150, per esempio, indica che la banca ha mezzi propri pari al 50% in più rispetto ai “paletti” che abbiamo indicato. Insomma più il punteggio è alto, meglio è: qui di fianco trovi come tradurlo poi in un giudizio da 1 a 5 stelle.

 

Anche la trasparenza conta

In tema di sicurezza, è importante avere informazioni aggiornate: è vero che tutte le banche pubblicano questi dati con il bilancio annuale, ma in un anno intero molte cose possono cambiare. Per questo, quando non c’è una frequente visibilità dei dati nel corso dell’anno, le banche vengono penalizzate di una stella rispetto al giudizio calcolato qui sopra, a meno che non facciano parte di un gruppo che a sua volta fornisce informazioni infrannuali. Ad esempio, Banca Regionale Sviluppo si meriterebbe 2 stelle ma dal momento che si limita a pubblicare i dati solo una volta l’anno, il giudizio finale è di 1 stella, entrando nell’area delle “sorvegliate speciali”.

 

Un altro esame per non lasciare nulla al caso

Le banche che puntano all’eccellenza devono passare al vaglio di un ulteriore indice, il Texas ratio, che mette in rapporto i crediti “marci” – il grande problema che sta assillando il settore - con i mezzi che la banca ha a disposizione per farvi fronte (patrimonio e accantonamenti). Un rapporto superiore a 1 evidenzia una situazione di allerta da tenere monitorata: la banca non ha sufficiente “fieno in cascina” per far fronte a un’eventuale perdita totale di questi crediti. Le banche che ottenevano la lode, ma che non superano la prova del Texas ratio, si devono accontentare di 4 stelle. Ne sono un esempio il Banco di Napoli e il Banco di Sardegna, che sono stati bocciati all’esame del Texas Ratio e vedono calare il loro giudizio a 4 stelle (che è comunque un giudizio di tutto rispetto). Perciò niente panico, non c’è da preoccuparsi: segui i principi base di prudenza, tieniti aggiornato sull’evoluzione della situazione della tua banca e consulta il selettore sul sito, anch’esso sempre aggiornato. 

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