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Dove nascono le stelle? 7 mesi fa - martedì 2 gennaio 2018
Dai dati di bilancio, ma non solo. Nella nostra valutazione concorrono anche diverse altre informazioni: in primo luogo la frequenza con cui una banca si racconta al mercato, indice di trasparenza, e poi ogni altra notizia che mette in luce la situazione della società.

Per creare la nostra valutazione stellare siamo partiti dalla comune pratica delle Autorità di vigilanza (Bce e Banca d’Italia) che utilizzano due indicatori per rappresentare l’affidabilità delle banche: il common equity tier 1 (Cet1 ratio) e il total capital ratio. In entrambi i casi si tratta di un rapporto che confronta il patrimonio della banca con il totale degli impegni assunti (cioè dei soldi che ha prestato), in modo da offrire un’idea chiara di quanto la banca possa far fronte o meno a potenziali difficoltà. In particolare le Autorità di controllo chiedono che il Cet1 ratio sia pari almeno al 7%, e che il total capital ratio sia pari ad almeno il 10,5%. Se la banca sta sotto non sta bene, se sta sopra può darsi che stia bene (diciamo può darsi, perché alle singole banche le Autorità di vigilanza possono richiedere di rispettare livelli più alti - ad esempio il gruppo Banco Bpm deve rispettare un Cet1 ratio pari all’8,875% e un Total Capital ratio pari al 12,375% per il 2018).

Se una banca centra questi obiettivi minimi, noi le diamo un punteggio di 100: il che vuol dire che la banca fa i compiti, ma per noi potrebbe anche applicarsi di più. Se la banca non rispetta questi livelli, il punteggio è inferiore a 100 (banca bocciata). Se la banca fa più del minimo indispensabile, il punteggio la premia. Per esempio 170 punti vuol dire che la banca ha mezzi propri per il 70% in più rispetto ai paletti indicati. In altri termini più il punteggio è alto, meglio è. Per aiutarti a comprendere meglio questo valore (e farlo risaltare di più) noi lo traduciamo in stelle. Diamo una stella alle banche che hanno un punteggio fino a 110, ne diamo due per chi ha oltre 110 e fino a 130, tre stelle per chi sta sopra 130 e fino a 150, quattro stelle per chi supera 150, ma non va oltre 200 e cinque stelle per chi va addirittura oltre 200.

Bene, finito qui? No, non finisce per nulla qui. I bilanci sono importanti, ma devono essere pure freschi e aggiornati con frequenza, per cui se una banca si limita a pubblicare un solo bilancio annuo senza resoconti intermedi le togliamo una stella (a meno che non sia parte di un gruppo bancario più grande che pubblica i dati al posto suo).

Finito qui? No: se ci sono banche che si prendono cinque stelle, prima di dare una nota di eccellenza vogliamo essere al sicuro da sorprese, per cui qui usiamo un ulteriore filtro, il Texas ratio, che mette in rapporto i crediti “marci” (problema che assilla il settore) con i mezzi di cui la banca dispone per farvi fronte (patrimonio e accantonamenti). Il Texas ratio prende il suo nome dall’omonimo Stato americano, dove fu usato per la prima volta negli anni Ottanta. Texas ratio maggiore di uno vuol dire che la banca non ha da parte soldi sufficienti per far fronte a un’eventuale perdita totale di questi crediti. Se una banca ha cinque stelle ma poi non supera la prova del Texas ratio ne perde una. In ogni caso, quattro stelle è comunque un ottimo giudizio, quindi niente panico: è solo una misura in più per assicurarci l’eccellenza.

E LE NOTIZIE? CONSIDERIAMO PURE QUELLE!

Ovviamente il nostro lavoro non si ferma a quello che vedi qui a fianco: appena scopriamo delle notizie che mettono in dubbio l’affidabilità dei conti pubblicati dalla banca, interveniamo. I bilanci sono, infatti, un buon metro di giudizio nella misura in cui danno una fotografia corretta della situazione della banca, tuttavia quando vengono scritti non mancano mai delle zone grigie (pensa alla differenza tra crediti “incagliati” e quelli totalmente inesigibili) che possono prendere una tonalità diversa a seconda di come si evolvono i fatti. Questo può far sì che un dato prima ritenuto positivo possa diventare negativo. Nel caso sorgano dubbi, sospendiamo il nostro giudizio.

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