News

Mifid 2, cosa cambia per te?

11 mesi fa - lunedì 15 gennaio 2018
È appena entrata in vigore la nuova direttiva europea sugli investimenti, che dovrebbe offrire più trasparenza e tutela agli investitori. È un processo in evoluzione, vedremo come si comporteranno gli intermediari. Qui le principali novità.
Mifid 2

Mifid 2

Più trasparenza sui costi…

Per ogni investimento che effettui (azioni, obbligazioni, fondi, Etf…), la tua banca è ora obbligata a informarti sui costi sia ex ante (nel momento in cui effettui l’acquisto), sia ex post (cioè nel corso dell’investimento, almeno una volta l’anno). La banca è inoltre tenuta a fornirti queste informazioni anche su richiesta (attenzione però che non ti faccia pagare ulteriori spese).

Prima di tutto, le spese devono essere indicate sia in percentuale, sia in valore assoluto (questo per darti meglio l’idea di quanto pesino “in soldoni” sul tuo portafoglio). Inoltre, non basta indicare le spese in modo aggregato: devi poter verificare esattamente chi stai pagando, e per quale servizio. Supponiamo che tu investa in un fondo comune: la banca non può più indicarti solo le spese correnti. Adesso deve esplicitare pezzo per pezzo che cosa contengono queste spese correnti: spese di gestione, spese della banca depositaria, costi associati alla compravendita… Inoltre, per ognuna di queste voci, la banca deve indicare quanto viene “retrocesso” al collocatore del prodotto – puoi così distinguere quanto va alla società di gestione e quanto rimane nelle tasche della tua banca per averti piazzato il prodotto.

 

…e anche sulla consulenza

Finora eri convinto che la consulenza del tuo bancario fosse gratis? Sbagli! Il prezzo è compreso nelle commissioni d’acquisto dei fondi, ma non te ne accorgevi perché vedevi il costo all inclusive. Ora il tuo intermediario deve prima di tutto informarti se ti sta fornendo una consulenza su base indipendente o meno. Nel primo caso pagherai un prezzo esplicito (per esempio in percentuale al patrimonio investito). Fai attenzione, però, che la consulenza sia indipendente davvero e che non sia solo un altro modo per rifilarti ancora i prodotti della casa! Se non è indipendente (nella stragrande maggioranza delle banche, continuerà a essere così) potrai capire quanto ti sta costando, attraverso il dettaglio delle spese correnti. Più le commissioni incassate dal tuo intermediario saranno elevate, più devi fare attenzione al fatto che stia davvero facendo i tuoi interessi, e non solo i propri…

 

Prodotti mirati per il tuo profilo

Già dalla prima Mifid ti sei abituato al fatto che, per poter investire, devi fornire alla tua banca informazioni su che tipo di investitore sei. Su questo la prima novità è che, per ogni nuovo prodotto, ora sarà lo stesso emittente a indicare per quali categorie di clienti il prodotto è adatto e per quali no. Un po’ come le etichette poste sui prodotti per bambini: spetta al produttore indicare l’età minima adatta a un giocattolo. Questa “etichetta” non esclude, comunque, la responsabilità dei collocatori: a loro spetta il compito di analizzare nel dettaglio il tuo profilo, per definire nel caso concreto se rientri o meno nelle categorie “astratte” indicate dal produttore. Per stabilirlo, dovrà indagare su aspetti come la tua capacità di tollerare il rischio e l’ammontare delle perdite che puoi sopportare. Dirai: ancora scartoffie! Purtroppo è vero… ma fatti furbo: non lasciare che la banca le usi come “alibi” per piazzarti quel che vuole, sfruttale piuttosto a tuo favore.

 

Più poteri di controllo

Altre novità ti “toccano” indirettamente, ma sono importanti. In particolare, vengono rafforzati i poteri delle autorità di controllo (per esempio, possono vietare la commercializzazione di un prodotto, anche se è vista come “ultima spiaggia”). Aumentano, inoltre, le informazioni che gli intermediari devono fornire alle autorità… sperando che, d’ora in poi, ne facciano un uso migliore rispetto al passato nel tutelarti.

Perché Mifid 2?

La nuova direttiva (2014/65/UE) è stata varata il 15 maggio 2014 ed è entrata ufficialmente in vigore il 3 gennaio 2018. È stata denominata “Mifid 2” perché aggiorna le norme della precedente direttiva europea sugli investimenti, la 2004/39/CE nota come Mifid (Market in Financial Instruments Directive) che è in vigore dal 1° novembre 2007.

 

Più regole… ma la tutela migliore spetta ancora a te

Il questionario su che tipo di investitore sei, introdotto dalla “prima” Mifid, non ha, purtroppo, evitato i numerosi casi di prodotti mal piazzati a clientela ignara. Proprio per questo, la nuova normativa tenta di rafforzare le tue tutele anche su questo fronte, con le innovazioni di cui ti abbiamo parlato qui a fianco. Ma la regola d’oro, anche con la nuova normativa, non cambia: occhio a quel che firmi. Fai attenzione che le informazioni sul tuo profilo ti rispecchino esattamente, verifica di aver ben compreso il funzionamento e i rischi del prodotto che stai acquistando e nel dubbio… prendi tempo. Le banche cercano sempre di metterti fretta per approfittare di “imperdibili” occasioni, ma quasi mai è così. Se qualcosa non ti quadra, aspetta a firmare e prima informati… magari chiedendo a noi. Non avere fretta.

 

Consulenza, attenzione ai costi ma anche alla qualità

D’ora in poi il consulente è tenuto a fornirti nero su bianco (in modo che tu le possa conservare) le motivazioni che lo hanno portato a consigliarti un certo prodotto. Intenzione lodevole, ma per ora è presto per valutare con che cura gli intermediari rispetteranno questa regola. Nel dubbio, ricorda che hai sempre tutto il diritto di chiedere spiegazioni.

condividi questo articolo