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Trucchi last minute per evitare le tasse

6 mesi fa - venerdì 14 dicembre 2018
Si avvicina il 31 dicembre, la data in cui scadranno le minusvalenze accumulate nel 2014. Hai ancora la possibilità di sfruttarle, ma devi fare in fretta. 

Trucco n° 1: non perdere tempo

Le minusvalenze, cioè le perdite su investimenti accumulate in passato, possono essere usate per compensare i guadagni successivi, ed evitare così di pagare le tasse su questi ultimi. Ma devi farlo entro il quarto anno successivo a quando registri la perdita: il che significa che le perdite che hai accumulato nel 2014 scadranno tra pochi giorni, il 31 dicembre 2018. Per non perderle, devi vendere dei titoli in guadagno entro quella data. Ricorda che per il fisco conta la data di valuta – quella in cui la banca ti contabilizza l’operazione, perciò per il 2018 devi inserire l’ordine entro il 21 dicembre.

Trucco n° 2: scegli bene cosa vendere

Non tutti i guadagni e le perdite sono compensabili, specie nel risparmio gestito. Prima di vendere, perciò, verifica la tabella delle compensazioni che abbiamo pubblicato poche settimane fa su AF n° 1291. Una volta stilato l’elenco dei tuoi titoli in guadagno e che possono compensare le minusvalenze, parti da quelli che sul nostro sito trovi abbinati al consiglio vendi: è ovvio, certo, ma da quello che ci scrivete sappiamo che spesso capita di avere in portafoglio un po’ di tutto… è l’occasione per fare pulizia. 

Trucco n° 3: occhio al “vendi e riacquista”

Se ancora non basta, e hai in portafoglio solo titoli che vorresti continuare a mantenere, per non perdere le minusvalenze puoi venderli comunque, e poi riacquistarli. Attenzione però: non fare le due operazioni nella stessa giornata, meglio vendere un giorno e riacquistare il giorno dopo. La normativa fiscale impone infatti di considerare il prezzo medio degli acquisti, e molte banche interpretano la norma in questo modo: se fai più operazioni in un giorno, prima considerano tutti gli acquisti e calcolano il prezzo medio delle azioni (comprese quelle che già avevi), e solo dopo considerano le vendite. La conseguenza è che vendendo e riacquistando nello stesso giorno rischi di sfruttare solo una parte delle minusvalenze, te lo spieghiamo qui a lato con un esempio. Fare le operazioni in due giorni diversi comporta, certo, il rischio che nel frattempo il prezzo del titolo aumenti, costringendoti a pagare di più per il riacquisto. Puoi minimizzare questo rischio vendendo poco prima dell’orario di chiusura di Borsa, e riacquistando all’apertura del giorno dopo. Un’altra possibilità, se hai due conti titoli aperti in due banche diverse, è vendere tramite la banca in cui hai accumulato le minusvalenze e riacquistare tramite l’altro conto: ogni banca fa i conti a sé, quindi in questo caso puoi acquistare e vendere anche nello stesso giorno.

Trucco n° 4: non farti spennare dalle commissioni

Oltre al possibile differenziale di prezzo tra vendita e riacquisto, l’altro costo della strategia “vendo e riacquisto” sono le commissioni che paghi alla tua banca. Per minimizzarle, cerca di vendere i titoli su cui registri il guadagno percentuale più alto. Anche in questo caso, te lo spieghiamo con un esempio. Supponiamo che nel 2014 tu abbia accumulato perdite per 1.000 euro: se vendi dei titoli con un guadagno di 1.000 euro, puoi risparmiare 260 euro di tasse. Immaginiamo che, guarda caso, tu abbia due pacchetti di azioni con un guadagno di 1.000 euro: le prime acquistate a 1.000 euro e con un valore attuale di 2.000 euro (quindi un guadagno del 100%), le altre acquistate a 10.000 euro e con un valore attuale di 11.000 euro (quindi un guadagno del 10%). Se la tua banca ti fa pagare commissioni dello 0,5%, vendendo e riacquistando il primo pacchetto di azioni paghi 20 euro e il guadagno netto del “vendo e riacquisto” è 240 euro (i 260 euro risparmiati sulle tasse meno i 20 euro di commissioni). Se invece vendi e riacquisti il secondo pacchetto di azioni, paghi ben 110 euro di commissioni, e il tuo guadagno netto è di soli 150 euro. Più il guadagno (in percentuale) è risicato, più la strategia del “vendi e riacquista” può essere costosa in termini di commissioni, fino a mangiarsi tutto il guadagno fiscale (e anche di più): con commissioni dello 0,5%, come nel nostro esempio, se il guadagno percentuale è meno del 4% finisci per pagare in commissioni più di quanto risparmi in tasse. Fatti bene i conti; al limite, meglio lasciar scadere le minusvalenze invece che ingrassare inutilmente la tua banca. 

Nella maggior parte delle Borse, compresa Piazza Affari, la data di valuta è due giorni lavorativi dopo la data di esecuzione dell’ordine.

 

L’inghippo del prezzo di carico

Supponiamo che tu abbia registrato, in passato, una perdita di 1.000 euro, ma nel contempo hai 1.000 azioni Enel acquistate a 4 euro e che oggi valgono 5 euro (arrotondiamo per semplicità). Se vendi e riacquisti nello stesso giorno, la banca può ragionare così: prima considera il prezzo medio di tutti i tuoi acquisti, quindi calcola che tu abbia in tutto 2.000 azioni (1.000 azioni acquistate in passato, altre 1.000 oggi) al prezzo medio di 4,5 euro. Poi conta che ne hai vendute 1.000 a 5 euro, quindi ti calcola una plusvalenza di soli 500 euro (cioè 5 euro meno 4,5, moltiplicato per 1.000 azioni); le altre 1.000 azioni ti restano in carico a 4,5 euro. Se avessi venduto un giorno e riacquistato il giorno dopo, avresti avuto una plusvalenza di 1000 euro (5 euro meno 4, moltiplicato per 1.000 azioni) con cui compensare interamente le minusvalenze, e poi le 1.000 azioni riacquistate il giorno dopo ti resterebbero in carico al prezzo di 5 euro. Alla lunga i conti col fisco si pareggiano, perché le azioni che ti rimangono in portafoglio hanno un prezzo di carico diverso nei due casi. Ma se il tuo scopo è di non perdere le minusvalenze in scadenza, con la prima strategia lo ottieni solo in parte.

 

Nel calcolare plus e minusvalenze il fisco tiene conto dell’intero importo pagato o incassato, comprese le commissioni bancarie. Nei nostri esempi non ne teniamo conto per semplicità.

 

Se le minusvalenze scadono nei prossimi anni, hai altre possibilità a tua disposizione, ad esempio chiudere conti aperti in banche diverse per accorpare plus e minusvalenze in un solo conto. Ma richiede tempo, per il 2018 è tardi. Oppure puoi passare dal regime amministrato al dichiarativo: la scelta vale dall’anno successivo a quello in cui lo comunichi.

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