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La Banca popolare di Bari è a rischio?

5 mesi fa - lunedì 21 gennaio 2019
Da tempo ne avete sospeso il giudizio. Apprendo ora che è in pericolo. Io ho 10.000 euro investiti tra azioni e bond della banca, 80.000 in altri titoli, 98.000 sul conto corrente e 80.000 in conti deposito vincolati. Che faccio?

Te lo diciamo subito: la situazione della Popolare di Bari è delicata. Per dimostrartelo prendiamo il bilancio del primo semestre 2018 – l’ultimo disponibile – e confrontiamolo col bilancio a giugno 2018 di Carige e Monte Paschi, due banche che non se la passano bene, al punto da finire in questi giorni sotto la lente della Banca centrale europea (la prima commissariata, la seconda obbligata a rafforzarsi patrimonialmente).

Numeri peggiori di Carige e Monte Paschi

Come vedi nella tabella Indicatori a confronto, tutti gli indicatori di solidità della popolare di Bari sono peggiori di quelli di Carige e Monte Paschi. Per esempio, il Texas Ratio, che ti dice quanta parte del patrimonio della banca si portano via i crediti marci che non vengono onorati (quindi più è basso, meglio è), è pari al 150% per la popolare di Bari contro il 110% di Carige e il 100% di Monte Paschi. Fai conto che le banche più “robuste” hanno questo valore intorno al 70% e che un indicatore sopra il 100% vuol dire che se tutti i crediti già a rischio non vengono effettivamente onorati il patrimonio della banca viene azzerato. Guarda anche l’indicatore LCR: in questo caso, più alto è, meglio è, perché esprime quanta capacità ha la banca di far fronte a una possibile corsa agli sportelli nel corso di 30 giorni. La Popolare di Bari ha un indicatore sopra il 100% minimo richiesto dalle autorità, ma comunque inferiore rispetto a Carige e Mps. 

L’altro indicatore che trovi nella tabella è il CeT1, che ti dice quanto il patrimonio della banca è in grado assorbire situazioni di rischio: Popolare di Bari è sopra i minimi richiesti dalle autorità, ma ha comunque valori più bassi di Carige e Mps. Il TCR ha un significato simile. Inoltre, trovi il rapporto tra sofferenze nette, i crediti più marci di tutti, e il totale complessivo dei crediti concessi (impieghi) – anche in questo caso Popolare di Bari è messa peggio.

Indicatori a confronto
Indicatori Popolare di Bari Carige Monte Paschi
CeT1 9,15% 11,9% 13%
TCR 11,38% 12% 14,4%
Texas Ratio 150% 110% 100%
Sofferenze nette/impieghi 5,35% 3,1% 3,2%
LCR 122% 155% 178,2%

I dati in tabella (così come quelli citati nel testo) sono nostre elaborazioni su dati di bilancio di gruppo al 30 giugno 2018. 

Rifare un’altra banca, coi soldi di chi?

Non sorprende che sia urgente per la banca rafforzare il patrimonio. In questi giorni dovrebbe essere annunciato un piano di rilancio. Le indiscrezioni sono tante: c’è chi parla di un’operazione da 500 milioni di euro, 300 milioni come aumento di capitale e 200 milioni provenienti dall’emissione di un’obbligazione subordinata, chi parla solo 200/300 milioni tramite emissione di obbligazione subordinata. In ogni caso è tanto: ai prezzi presenti sul mercato Hi-Mtf, dove sono quotate le azioni (2,38 euro), la banca vale complessivamente circa 300 milioni di euro. Insomma, è come se di banca se ne dovesse fare un’altra. Ma chi darà questi soldi alla banca? Difficile che siano i soci attuali, visto che il prezzo delle loro azioni è sceso dagli 8,95 euro dell’aumento di capitale di fine 2014 agli attuali 2,38 euro (-74%). Lo faranno allora altre banche? Possibile, ma bisognerà allettarle, visto che ci sono circa 60.000 piccoli risparmiatori (circa l’80% di tutti i soci della banca) sul piede di guerra per le perdite registrate in questi anni. Insomma, in questa situazione confermiamo il giudizio sospeso. Non si può escludere un destino simile a quello di Carige o Monte Paschi, con un intervento diretto dello Stato per evitare il collasso della banca.

Che fare con azioni e bond…

E se interviene lo Stato che cosa può succedere? Prendiamo il caso Monte Paschi (1,23 euro): i bond subordinati sono stati convertiti in azioni e le azioni, dopo la nazionalizzazione, sono ulteriormente crollate in Borsa – un -70% subito, che è diventato -92% oggi, per maggiori dettagli vedi su www.altroconsumo.it/finanza gli articoli pubblicati per Monte Paschi tra l’estate e l’autunno del 2016. In pratica gli azionisti hanno perso tutto. Visti i rischi, ti consigliamo di vendere al più presto le azioni della Popolare di Bari anche se ci perdi. Non sarà facile: sul mercato Hi-Mtf spesso non ci sono compratori. Devi, quindi, inserire gli ordini (basta contattare la tua banca, inviando l’ordine come fai per qualsiasi altra azione) e sperare che qualcuno ti compri le azioni. Metti un prezzo di 2,38 euro, il minimo previsto (non puoi proporre un prezzo inferiore). Te lo diciamo subito: non ti fare illusioni. Tenendo conto dei prezzi di altre banche quotate in Borsa, il prezzo delle azioni della Popolare di Bari secondo noi dovrebbe essere di circa 1 euro. E non stiamo tenendo conto del possibile aumento di capitale che potrebbe far scendere ulteriormente il prezzo delle azioni anche a 0,4 euro. Stesso discorso per il bond subordinato BP Bari 6,50% 30/12/2021 sub (IT0005067019): anche se il prezzo sul mercato Hi-Mtf è di 60, cerca di liberartene il prima possibile. Anche in questo caso non sarà semplice: prova ogni giorno. Per gli altri investimenti che ha in deposito titoli – come Etf, azioni Enel… - invece non rischi nulla: resteranno comunque tuoi anche nel malaugurato caso di “fallimento” della banca.

Il mercato Hi-Mtf è regolarmente autorizzato dalla Consob. È un borsino privato, come l’EuroTlx. Puoi inviare gli ordini tramite la tua banca, come fai normalmente per altre azioni e bond. Gli scambi per le azioni avvengono ad asta, una volta alla settimana: dal lunedì al giovedì metti dentro le tue proposte di acquisto e/o vendita, poi il venerdì si incrociano le varie proposte. In pratica, l’operazione verrà conclusa, se sarà conclusa, solo il venerdì. Se va buca, devi aspettare una settimana. Per le obbligazioni subordinate, invece, le aste si tengono ogni giorno. 

L’unica alternativa che hai alla vendita è sperare che il governo vada avanti, anno dopo anno, a offrire un ristoro a chi ha visto i propri investimenti azzerati in caso di crisi bancaria. Per esempio, attualmente offre il 30% di rimborso a chi aveva azioni (95% di rimborso a chi aveva obbligazioni subordinate) di Popolare Vicenza, Veneto Banca… Attenzione: il fondo è solo per chi ha già perso i propri risparmi con banche già in liquidazione. Tu con Popolare di Bari ancora non sei in questa situazione. Se mantieni devi sperare che il fondo vada avanti per diversi anni a rimborsare.

… e con i soldi sul conto corrente e conti deposito

E che succede ai soldi lasciati sul conto corrente? Nei casi di Mps e Carige i correntisti non hanno subito danni diretti. Meglio, però, lasciare sui conti della banca non più di 100.000 euro – il limite di tutela definito dalle norme europee in caso di bail-in (per maggiori dettagli su queste regole vedi Altroconsumo Finanza n° 1299). Attenzione: se è tutto intestato a te, il valore dei soldi sul conto e quelli nei conti deposito, anche se vincolati, si somma. Tra i 98 mila sul conto e gli 80 mila in conti deposito, tu rischi molto. Ti consigliamo, dunque, di lasciare sul conto corrente solo 10.000 euro (anche meno, dipende dalle tue esigenze di pagamenti) e di spostare gli altri 88.000 su un altro conto corrente di un’altra banca: ce ne sono tanti a costo zero. In questo modo la tua liquidità in Popolare di Bari resta sotto i 100.000 euro. Volendo puoi anche chiudere i conti vincolati: perderai solo gli interessi per il semestre in corso, mentre quelli passati saranno salvi. Chiudere questi rapporti potrebbe, però, essere più complesso rispetto a “svuotare” il conto con un qualche bonifico. 

I gilet gialli a Ragusa

Sta montando la protesta degli azionisti della banca agricola popolare di ragusa (bapr): a scatenarli, l’impossibilità di vendere le proprie azioni. Purtroppo la situazione, in termini di negoziazione, è simile a quella della popolare di bari: le azioni della bapr sono quotate su hi-mtf, quindi se non ci sono compratori, è impossibile vendere. La situazione della banca, dal punto di vista degli indicatori di solidità, invece è migliore di quella della popolare di bari: il cet1 è del 24,7% mentre il texas ratio è di circa il 90%. Attenzione, però: sono dati a fine 2017. La banca non ha mai offerto un vero bilancio da allora (giusto due dati stringati al 30/09/2018), anche se nel frattempo ha rilevato banca base, banca messa in liquidazione ad aprile 2018. Inoltre, la banca ha comunque tanti crediti marci: il 12% di tutti quelli concessi alla clientela, mentre per popolare di bari siamo poco sopra il 5%. Per ora la bapr ha le spalle grosse in termini patrimoniali, ma se la banca centrale europea dovesse cambiare le regole, imponendo svalutazioni pesanti sui crediti marci, sarà ancora così? È vero che nel frattempo si è liberata di un po’ di crediti marci, ma in questa incertezza e in attesa di vedere da vicino i conti – attesi in primavera – per prudenza riduciamo il giudizio sulla solidità da 4 a 3 stelle. Operativamente non cambia nulla: puoi continuare a tenere i tuoi soldi in bapr. Per le azioni, invece, non avere grandi speranze: stando ai valori attuali di altre banche quotate, il prezzo “corretto” delle azioni della bapr dovrebbe essere di 55 euro rispetto agli 83,5 attuali. Sarà difficile vendere. Per il meccanismo di funzionamento del mercato Hi-Mtf non puoi inserire ordini di vendita sulle azioni della Bapr a prezzo inferiore a 83,5 euro per azione. L’unica cosa che puoi fare è dare l’ordine a questa cifra e sperare. Evita sempre di comprare azioni o obbligazioni che non siano quotate su mercati liquidi – a maggior ragione non comprare azioni o obbligazioni non quotate.

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