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Editoriale 19 anni fa - lunedì 28 settembre 1998

 

AZIONI ESTERE: MEGLIO ALL'ESTERO!

Le gran belle parole che si sprecano per santificare l'Unione Europea e le benefiche conseguenze della sua costituzione si scontrano drammaticamente con la realtà dei fatti. A meno di cento giorni dall'introduzione ufficiale dell'euro, le differenze tra Stato e Stato sono ancora enormi. Ad esempio: l'acquisto di azioni in Borse estere dovrebbe ricevere lo stesso trattamento in Spagna, in Francia, in Italia... E invece non è così. Nell'analisi alle pagine 12 e 13, abbiamo tracciato un quadro della situazione. Come al solito, i più svantaggiati sono i residenti in Italia che, vittime di un sistema creditizio inefficiente e eccessivamente oneroso, ricevono un trattamento fortemente discriminatorio rispetto agli altri residenti UE. Acquistare azioni all'estero dall'Italia significa sostenere delle esose commissioni che possono anche arrivare al 10% del controvalore. Significa non essere nelle condizioni di ricevere un'informativa chiara e trasparente riguardo il prezzo effettivamente pagato e le spese addebitate dalla banca. Questa infatti fornisce un prezzo "chiavi in mano", senza distinguere tra commissioni e prezzo al netto delle stesse. Se a ciò si aggiunge la richiesta di un investimento minimo eccessivo (20 milioni di lire), pur sapendo che nei mercati esteri non esistono i lotti minimi, si arriva a un'unica conclusione: la strada da percorrere per una reale armonizzazione è ancora lunga. Speriamo non troppo!

WALL STREET RISALE

 

Fig. 1 : La Borsa americana è salita del 2,4%, ma non è riuscita a trascinare le altre Borse europee, ancora in ribasso. A pagina 6.

ANDAMENTO DELL'INFLAZIONE IN ITALIA

 

Fig. 2 : Secondo i dati anticipati dall'Istat, l'inflazione in settembre è rimasta stabile all'1,8%. Alle pagine 2 e 3.

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