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Vota sì 13 anni fa - lunedì 23 maggio 2005
Domenica i francesi sono chiamati a dire la loro sulla costituzione europea e tre giorni dopo sarà il turno dell'Olanda.

Domenica i francesi sono chiamati a dire la loro sulla costituzione europea e tre giorni dopo sarà il turno dell'Olanda. Chi ha memoria del caos che ci fu quando i danesi bocciarono con un referendum il trattato di Maastricht 13 anni fa (il crollo della lira, l’impennata dei tassi di interesse, la disfatta di Piazza Affari...) potrebbe sentire qualche brivido lungo la schiena. Che accadrà se i francesi diran no alla costituzione europea? Forse l'euro si schianterà ai piedi di re dollaro? I tassi del Vecchio continente spareranno in cielo come fuochi d'artificio? Se il domani fosse pari pari allo ieri c’è da scommettere di sì. Ma la situazione, per fortuna, è un po’ diversa. In primo luogo la costituzione europea è più politica e meno economica di quanto fosse il trattato di Maastricht che i danesi rigettarono. In secondo luogo se oggi l'euro è forte – e quindi è in una posizione da cui può quasi solo cadere – non è perché l'Europa è forte, ma perché sul dollaro pesa la zavorra del buco abnorme della bilancia commerciale Usa. In poche parole il cambio tra euro e dollaro non si decide tanto a Parigi, Roma o Berlino, ammorbate come sono da una crescita lenta, ma è deciso sull'altra sponda dell'Atlantico e in Estremo Oriente. In terzo luogo un euro un po’ più debole così male alle nostre economie potrebbe non fare. Tutto bene, dunque? No, per nulla, questa è la teoria. Se la pratica non regalerà certo notti di tregenda, siamo convinti che alla lunga la minor forza delle strutture politiche europee si ripercuoterà anche sulla coesione delle scelte economiche, sull'allargamento a est, sulla crescita...

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