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I bondisti perdono il 90% 13 anni fa - lunedì 6 giugno 2005
Parmalat torna in Borsa. Anche se voci e indiscrezioni promettono altri incidenti di percorso per il prospetto informativo, ora l'ostacolo maggiore è l'approvazione del piano da parte dei creditori

Parmalat torna in Borsa. Anche se voci e indiscrezioni promettono altri incidenti di percorso per il prospetto informativo, ora l'ostacolo maggiore è l'approvazione del piano da parte dei creditori (fornitori, banche e possessori di obbligazioni) che in futuro diventeranno gli azionisti del gruppo. Per darvi qualche dritta abbiamo iniziato a spulciare il prospetto – lavoro che richiede un po' di tempo prima di essere completato visto che tratta di oltre 530 pagine: 33 metri quadrati di parole e cifre, in pratica la vela di una piccola barca. Che cosa salta all'occhio? Visto come vanno i conti del gruppo (migliorano, ma sono ancora in rosso) è probabile che una volta quotata Parmalat non capitalizzi più di un miliardo di euro. Per gli obbligazionisti che, lo ripetiamo, si troveranno d'un tratto a essere azionisti si tratta (salvo poche eccezioni) di una perdita netta superiore al 90% del loro investimento. Certo potevano anche perdere tutto, ma non riusciamo a vivere questa notizia come un trionfo per il risparmiatore. Anzi, siamo convinti che molti si stiano ancora illudendo che l'amministrazione straordinaria di Bondi farà miracoli e che un risveglio amaro li attende. Sanno i vecchi azionisti di aver perso tutto, senza che il piano di ristrutturazione preveda per loro neppure un minuscolo warrant? E tutto questo mentre i responsabili del crack stanno patteggiando pene inferiori ai tre anni dopo una vita intera da Re Sole? Il prezzo pagato per questa tragedia della finanza alla fine non sarà affatto proporzionato alle responsabilità e quindi non sarà neppure equo.

 

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