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Parmapolpettone in briciole

13 anni fa - lunedì 20 giugno 2005
Mentre il tribunale di Parma fissava le date per votare sul piano Parmalat sulla stampa son apparse indiscrezioni sulla valutazione di Collecchio da parte di Granarolo: circa 600 milioni di euro, in linea con le nostre stime più prudenti.

Mentre il tribunale di Parma fissava le date per votare sul piano Parmalat sulla stampa son apparse indiscrezioni sulla valutazione di Collecchio da parte di Granarolo: circa 600 milioni di euro, in linea con le nostre stime più prudenti, vedi Soldi Sette n° 647. Dato per scontato che i vecchi azionisti hanno perso tutto, visto che molti risparmiatori ce lo chiedono: facciamo il punto su quali saranno le perdite degli obbligazionisti. Il piano di ristrutturazione prevede che chi ha obbligazioni Parmalat da obbligazionista (e quindi da creditore) diventi azionista (e quindi padrone) della società. Ad esempio chi aveva 1.000 euro di obbligazioni Parmalat Finance Corporation 4,625 23/6/04 si ritroverà in mano 123 azioni (più 123 warrant, ossia il diritto a sottoscrivere nuove azioni) della nuova Parmalat. Secondo le nostre stime il valore di Borsa di tali azioni dovrebbe aggirarsi tra tra i 40 e i 70 centesimi di euro ciascuna. Quindi, fatti tutti i dovuti calcoli, i 1.000 euro dell'obbligazione dovrebbero diventare 50-90 euro di azioni, a cui andrà aggiunto il valore (esiguo) del warrant, con una perdita intorno al 90% del proprio investimento. Discorso analogo si può fare per gli altri titoli. Alla fine dell'operazione gli obbligazionisti dovrebbero diventare i principali azionisti di Parmalat con il 59% delle azioni (vedi grafico n° 1), a meno che i creditori contestati da Bondi (per la maggior parte banche) non la spuntino. In tal caso saranno ammessi ancora più creditori tra gli azionisti e la fetta di Parmalat degli obbligazionisti si ridurrà al 51% della società (vedi grafico 2), con un altro taglio del 10% sulle briciole rimaste. Insomma: c'è poco da stare allegri.

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