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Cambia il tranviere 12 anni fa - venerdì 28 ottobre 2005
La prossima uscita di scena del capo della Fed, Greenspan, offrirà forse all'uomo che ha guidato la moneta Usa per 18 anni un piedistallo nei giardini della storia. Diciamo forse, perché questo onore dipende in parte dalla situazione che il prossimo presidente della Fed, Bernanke, dovrà fronteggiare.

La prossima uscita di scena del capo della Fed, Greenspan, offrirà forse all'uomo che ha guidato la moneta Usa per 18 anni un piedistallo nei giardini della storia. Diciamo forse, perché questo onore dipende in parte dalla situazione che il prossimo presidente della Fed, Bernanke, dovrà fronteggiare. Inflazione sotto controllo vorrà dire che l'eredità Greenspan è sana; inflazione fuori controllo, significherà che Greenspan ha sbagliato gli ultimi conti della sua gestione e che a Bernanke toccherà la patata bollente di dare il via a una recessione. Il dato di settembre sull'inflazione Usa era, infatti, alto (+4,7%), tuttavia Greenspan non gli ha dato molta importanza visto che, depurato dai costi non gestibili (energia e alimenti), eravamo al 2% (vedi primo grafico), e ha quindi continuato nella politica di rialzo graduale dei tassi fino a quel 4,5% che i mercati dan per scontato per inizio 2006. Se l'inflazione, invece, non abbasserà la testa, saranno guai: Bernanke, infatti, per frenare i prezzi dovrà andare ben oltre quel 4,5% di tassi ufficiali, col risultato di far alzare il costo dei debiti in tutta l'economia e di mettere in crisi tutti quelli (e son tanti) che negli Usa stanno finanziando con debiti i propri consumi. Visto che i consumi pesan molto sull'economia Usa, tale situazione vuol dire rischio recessione per gli Stati Uniti e grossi guai per chi (come noi) se ne fa trainare. Su una cosa però possiamo star tranquilli: avere Bernanke al posto di Greenspan non apre le porte ad altre incertezze: è finita l'epoca dei capitani di ventura, che guidavan le truppe con furbizia e ingegno: i banchieri centrali oggi sono come i tranvieri: hanno le rotaie da seguire.

 

LA LUNGA MARCIA VERSO PREZZI TIEPIDI CONTINUA?

L'inflazione Usa (in grassetto) è salita a quasi il 5%, ma il dato depurato dal petrolio (linea sottile) fa sperare alla Fed che la situazione torni alla normalità.


 

I TASSI SONO LE REDINI CON CUI LA FED TIENE A FRENO I PREZZI

Per frenare l'inflazione (grassetto) le banche centrali alzano i tassi (linea sottile): indebitarsi costa di più, ma così si raffredda l’economia e i prezzi.

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