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Polli e conigli 12 anni fa - lunedì 24 ottobre 2005
State tranquilli, non vogliamo parlarvi di carni bianche, ma delle conseguenze che potrà avere sui vostri investimenti l'influenza che sta decimando i polli di mezza Asia.

State tranquilli, non vogliamo parlarvi di carni bianche, ma delle conseguenze che potrà avere sui vostri investimenti l'influenza che sta decimando i polli di mezza Asia. Si dice, infatti, che le Borse abbiano un cuore di coniglio e che alle prime avvisaglie di catastrofe siano pronte alla fuga. Sarà questo il caso? Non è detto. Le industrie farmaceutiche stanno fiutando l'affare e, con la scusa di farsi finanziare l'aumento delle capacità produttive (vedi grafico a sinistra), chiedono che sempre più persone facciano il normale vaccino antinfluenzale. Se poi non ci sarà la pandemia, almeno le loro casse saranno state rimpinguate dai proventi dei vaccini. I mercati se ne sono già accorti e le azioni sono care (vedi grafico a destra). Ad ogni modo non si deve confondere la copertura mediatica con l'importanza degli avvenimenti. L'influenza aviaria e il rischio di pandemia non sono fenomeni nuovi. Il rischio esiste da anni e la probabilità non è più alta oggi che nel 1997, quando vennero abbattuti milioni di polli a Hong Kong. In più gli episodi del 1957 e del 1968 non hanno portato grandi perturbazioni congiunturali. Nel '57 e nel '58, la crescita dell'economia mondiale è scesa rispettivamente al 3,8% e al 3,2% dal 4,7% del 1956, ma nel '68 e nel '69 è passata al 5,5 e al 5,6%, contro il 3,7% del '67. Senza andare tanto lontano, se date un occhio al grafico accanto, dopo Katrina le assicurazioni Usa, che dovran pagare i danni dell'uragano, non han perso terreno, ma son pure cresciute. Insomma non credete alla storia dell'epidemia dei polli che rende i mercati conigli e, almeno in materia di investimenti non fatevi prendere dall'emotività.

VACCINARSI OGGI PER L'INLUENZA È UN CONSIGLIO INTERESSATO!

Per vaccinare nel 2010 contro una pandemia il 50% degli europei, la produzione di vaccini antinfluenzali deve crescere del 30% l'anno.


LE CATASTROFI FANNO PAURA? ALLE BORSE NON TANTO

I titoli assicurativi americani avrebbero dovuto schiantarsi sotto il peso di Katrina a fine agosto e, invece, ecco che proprio da Katrina in poi han preso a salire.


 

I PREZZI DEI TITOLI FARMACEUTICI SCONTANO GIÀ LA PANDEMIA

Secondo i nostri calcoli, in una scala da 0 a 5 la maggior parte di questi titoli è cara (valore tra 3 e 4) o corretta (tra 2 e 3). Solo Pfizer è conveniente (meno di 2).

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