News
Fratelli coltelli 12 anni fa - lunedì 27 febbraio 2006
La maggior parte delle liti nasce in famiglia, ed eccoci infatti a discutere nuovamente di elettricità coi nostri cugini d'Oltralpe. Un anno fa erano i Francesi di Edf che volevano entrare in Italia sfruttando Edison come testa di ponte: il governo italiano in principio fu ostile, ma poi, mischiando spirito europeista e accordi sulla partecipazione di Enel nello sviluppo del nucleare francese, sbloccò l'operazione.

La maggior parte delle liti nasce in famiglia, ed eccoci infatti a discutere nuovamente di elettricità coi nostri cugini d'Oltralpe. Un anno fa erano i Francesi di Edf che volevano entrare in Italia sfruttando Edison come testa di ponte: il governo italiano in principio fu ostile, ma poi, mischiando spirito europeista e accordi sulla partecipazione di Enel nello sviluppo del nucleare francese, sbloccò l'operazione. Oggi sono gli italiani a voler andare in Francia: in un periodo che ha visto offerte incrociate tra i principali operatori europei dell'elettricità, infatti, in questi giorni si è mossa pure Enel, che per espandersi in Europa si è detta intenzionata ad acquistare Suez, il secondo operatore francese del settore. Parigi, però, ha deciso di mettersi di traverso e di fare di tutto per mantenere la francesità di Suez. Non è un caso: da tempo la Francia sta cercando di proteggere i gioielli nazionali, tuttavia se quando l'Italia ha tentato di proteggere i suoi campioni, l'Europa è stata pronta a darle contro, oggi, decisamente, tace. Abbiamo forse meno santi in paradiso? Poco male, il tifo sportivo per i campioni nazionali alla lunga è un boomerang. Pensate a Fiat e a Eni. La prima è stata protetta in Italia per 50 anni ed è uscita dal confronto con la globalizzazione con le ossa rotte, la seconda, abituata per forza di cose fin dalle sue origini a competere in un mercato agguerrito come quello del petrolio, è uno dei gioielli di Piazza Affari. Il protezionismo, come viziare troppo i figli, alla lunga non paga. Il tifo lasciamolo allo stadio.

condividi questo articolo