News
Non scordate Buenos Ayres! 12 anni fa - lunedì 29 maggio 2006
Il nuovo governo non ha quasi fatto in tempo a entrare in carica che tutti (Confindustria in prima fila) sono già lì, aggrappati alla sua giacchetta per chiedere qualche vantaggio per la propria combriccola di amici. Speriamo, però, che in tanto vociare di interessi di parte, il governo non sia sordo agli interessi più generali. Pensiamo, ad esempio. ai problemi delle centinaia di migliaia di investitori italiani che hanno acquistato titoli argentini...

Il nuovo governo non ha quasi fatto in tempo a entrare in carica che tutti (Confindustria in prima fila) sono già lì, aggrappati alla sua giacchetta per chiedere qualche vantaggio per la propria combriccola di amici. Speriamo, però, che in tanto vociare di interessi di parte, il governo non sia sordo agli interessi più generali. Pensiamo, ad esempio. ai problemi delle centinaia di migliaia di investitori italiani che hanno acquistato titoli argentini e che ora devono affidare le loro speranze ai risultati incerti dell'arbitrato Icsid (una sorta di tribunale civile per grandi Paesi in seno alla Banca mondiale) portato avanti dalla Task force Argentina (il gruppo di lavoro messo in piedi dalla confindustria bancaria per aiutare i risparmiatori coinvolti nel crack). Ci appelliamo dunque al primo ministro e al ministro degli esteri perché facciano pressione su tutti i tavoli affinché il governo di Buenos Ayres arrivi a più miti consigli nei confronti delle legittime aspettative dei risparmiatori italiani. I buoni rapporti col Paese sudamericano devono, infatti, passare anche attraverso un comportamento più leale nei confronti dei risparmiatori italiani bruciati dal Tangocrack. Tanto più oggi, dopo che i nostri molti concittadini residenti in Sud America, esprimendo un senatore indipendente, si stanno attrezzando per portare avanti le loro rivendicazioni – agevolazione delle pratiche di cittadinanza, pensioni sociali...

condividi questo articolo