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Biancamano: il sacco nero va in Borsa 11 anni fa - giovedì 22 febbraio 2007
Ecco i risultati della nostra analisi sull'ultima matricola di Borsa Biancamano che sta raccogliendo sottoscrizioni proprio in questi giorni.

Sebbene i conti promettano bene, ai prezzi a cui la vendono è un titolo molto caro. Non acquistare.

· Biancamano è una società attiva nella raccolta e nel trasporto dei rifiuti solidi urbani, nonché nello smaltimento finale dei rifiuti e nella gestione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. In particolare è attiva in sei regioni (tra cui in assoluto le principali sono Liguria, Piemonte e Lombardia) con circa 800.000 utenze.

· Biancamano è una delle 4 o 5 società del settore più grandi in Italia e ha deciso di quotarsi per dotarsi di risorse economiche che l'aiutino a svilupparsi negli anni a venire approfittando della ristrutturazione del settore che, da assai frammentato, complici anche l'applicazione in Italia delle  normative europee, dovrebbe col tempo concentrarsi nelle mani di pochi grandi operatori.

I soldi non hanno odore...

...così rispose l'imperatore romano Vespasiano a chi lo criticava per aver messo una tassa sui bagni pubblici. A distanza di quasi 2000 anni questa affermazione è, a detta di molti, più che mai attuale, soprattutto se si pensa al fatto che la gestione dei rifiuti promette di essere la miniera d'oro dei prossimi anni. Vediamo se questo vale anche per Biancamano e per chi ne acquistasse le azioni.

· Sulla base dei bilanci passati e di quanto affermato da Biancamano durante l'incontro con gli analisti finanziari tenuto il 21 febbraio, la società ha chiuso il 2006 con un utile industriale (Ebitda, l'utile generato dalla società prima di pagar tasse, interessi e scontare il peso degli investimenti che durano più anni) intorno al 14% del fatturato. In pratica ogni 100 euro che la società incassa dai comuni che le hanno appaltato lo smaltimento dei rifiuti si traducono in 14 euro di utile industriale.

· Questo livello di redditività dovrebbe restare costante anche in futuro a fronte di un settore che ha mostrato una crescita annua del giro d'affari intorno al 2,5% negli ultimi sette anni, ma in cui Biancamano si attende di crescere ad un ritmo più elevato sfruttando una buona parte dei soldi incassati dal suo collocamento in Borsa per effettuare acquisizioni.

· Il settore non presenta grandissimi rischi: innanzitutto perché i contratti stipulati da Biancamano con i suoi clienti durano in genere almeno cinque anni, in secondo luogo perché i suoi clienti sono amministrazioni pubbliche e, quindi, non sono a rischio di insolvenza (oltretutto la gestione della spazzatura è un settore su cui i comuni sono molto attenti perché particolarmente prossimo  al cittadino elettore), anche se sono pessimi pagatori, nel senso che sono in costante ritardo.

· Per il 2007 ci attendiamo che Biancamano produca un utile per azione di 0,07 euro che dovrebbero essere 0,11 nel 2008. Sono dati in discreta crescita rispetto al passato, tuttavia la nostra valutazione del titolo deve tenere conto anche del prezzo: tra i 2,5 e i 3 euro per azione che rende questa società (che tra l'altro non pare per ora intenzionata a distribuire dividendi, cosa che la differenzia non poco da altri attori del settore utility) molto cara e non adatta al buon padre di famiglia.

· Neanche per lo speculatore ci pare vi siano grandi occasioni di far denaro. La società può infatti benissimo beneficiare del buon momento della Borsa e del tentativo del management di presentarsi come una società che in futuro investirà sulle energie rinnovabili, tanto di moda oggi, ma è comunque piccola e attiva in un settore che ha bisogno di troppo tempo per sorprendere i mercati con potenzialità inespresse, rispetto alla necessaria rapidità di una speculazione mordi e fuggi.

L’OFFERTA DI BIANCAMANO

Periodo di sottoscrizione

Fino al 1 marzo 2007

Intervallo di prezzo

2,5 – 3 euro

Lotto minimo

1.500 azioni

Valore lotto minimo

min 3.750 – max 4.500 euro

Mercato di quotazione

Borsa Italiana - segmento Expandi

Data inizio negoziazioni

7 marzo 2007

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