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Borse stordite a mattonate? 11 anni fa - lunedì 19 marzo 2007
A tre settimane dal crollo di Shangai le Borse hanno di nuovo mal di pancia. Questa volta, però, il virus non viene dalla Cina, ma dall'America. Gli Stati Uniti, si sa, sono il mondo dei consumi pazzi e gli americani per potersi permettere una vita sopra le righe non esitano a comprare a credito.

A tre settimane dal crollo di Shangai le Borse hanno di nuovo mal di pancia. Questa volta, però, il virus non viene dalla Cina, ma dall'America. Gli Stati Uniti, si sa, sono il mondo dei consumi pazzi e gli americani per potersi permettere una vita sopra le righe non esitano a comprare a credito. È un ottimismo del vivere che fa bene, perché regala forza all'economia, purtroppo, però ogni medaglia ha il suo rovescio. In particolare negli ultimi anni sono stati venduti mutui anche a gente superindebitata. Ora che i tassi sono saliti (e che il costo dei debiti è, quindi, cresciuto) sempre più debitori risultano insolventi. Una prima conseguenza è le società che prestano i soldi a questi debitori a rischio stan navigando in cattive acque (vedi a pagina 2 e in Detto tra noi), la seconda è che, se salta il debitore, la banca si ripiglia la casa e la rivende. Immaginate ora che cosa può succedere a un mercato immobiliare in cui compaiono cartelli "vendesi" su ogni cancello e ogni staccionata? I prezzi delle case rischiano di venire giù (è successo a Londra negli anni '80) e la prospettiva di una crisi del mattone (unita all'effetto domino dei debitori insolventi che a loro volta rendono insolventi ha prestato loro i soldi) rischia di generare panico. Non ci stanchiamo di ripetere che le Borse sono correttamente valutate e che le economie sono sane: tuttavia panico e irrequietezza promettono ancora settimane difficili.

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