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L'Argentina ha fame di soldi...

11 anni fa - lunedì 12 marzo 2007
...ma nessuno glieli da. Dopo aver dato, 3 anni fa, un calcio al banco a cui stavano seduti i suoi creditori, Buenos Aires negli ultimi tempi ha imboccato la via della crescita economica e la sua ricchezza dopo un balzo dell'8,5% nel 2006 si appresta a un nuovo salto (7,5%-8%) nel 2007. Tuttavia, quando si è sulla via della crescita, servono un sacco di soldi e all'Argentina quelli che si produce da sé, in casa, non bastano.

...ma nessuno glieli da. Dopo aver dato, 3 anni fa, un calcio al banco a cui stavano seduti i suoi creditori, Buenos Aires negli ultimi tempi ha imboccato la via della crescita economica e la sua ricchezza dopo un balzo dell'8,5% nel 2006 si appresta a un nuovo salto (7,5%-8%) nel 2007. Tuttavia, quando si è sulla via della crescita, servono un sacco di soldi e all'Argentina quelli che si produce da sé, in casa, non bastano. Per questo è tentata di chiederli fuori confine. Però i mercati non dimenticano che Buenos Aires ha qualche debito insoluto sul groppone e l'Argentina fatica, quindi, a trovare chi le faccia credito.  Facendo di necessità virtù il presidente Kirchner sembra intenzionato (se vince le elezioni in autunno) a riaprire le trattative con i vecchi creditori delusi e per farlo pensa di emettere bond per 6 miliardi di dollari di euro, parte dei quali andrebbero a ripagare i vecchi creditori. Facendo due conti, se questi 6 miliardi di dollari fossero dedicati interamente a soddisfare i vecchi crediti non pagati (19,5 miliardi di dollari) sarebbe un recupero di circa il 30% del capitale investito. Più di quanto portato a casa (il 20-25%) da chi avesse accettato la prima offerta dell'Argentina. Ma potrebbe non finire qui: le banche Usa stanno facendo incetta di titoli in default (le cui quotazioni son salite di oltre il 6% da inizio anno) e non è certo gente che si muove se non c'è nulla che bolle in pentola.

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